Ogni strada ha una storia da raccontare

Ogni strada ha una sua storia da raccontare. Anzi ogni strada ha tante storie da raccontare, storie antiche o moderne, ordinarie o fantastiche, passionali o criminose. E spesso quando le storie si diffondono e cominciano a stare sulla bocca di tutti, ecco che le strade dove quelle sono nate, vengono presto ribattezzate. Almeno popolarmente. La storia che oggi racconteremo, ambientata nel Quartiere di Santa Croce, è proprio una di queste.

Via delle Serve Smarrite

Tanto tempo fa c’era in quella che ancora oggi conosciamo come via delle Serve Smarrite, una casa grande che si pensava fosse disabitata e dove nessuno aveva il coraggio di abitare o perfino di avvicinarsi perché circolavano delle storie paurose su azioni malvagie commesse dal diavolo e si diceva fosse il luogo di incontro delle streghe, dei folletti e dei diavoli. A mezzanotte dalle sue stanze si udivano rumori di catene e scoppi fragorosi di risate e dalle sue finestre apparivano fiamme verdi e blu. Le poche persone che si avventuravano nella casa, non ne uscivano più. Ad entrare nella casa erano perlopiù serve giovani e belle, adescate al mercato da una vecchia che, con subdole adulazioni, le persuadeva a cercarsi una vita migliore, da nobildonne e dunque a seguirla.

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Leggende Fiorentine

La casa del diavolo e le donne scomparse

Non c’è bisogno di dire quanto questo gioco funzionasse bene. La casa dove venivano condotte, vista da fuori, appariva mal messa ma all’interno aveva delle bellissime stanze con mobili sfarzosi. Quando le nuove arrivate giungevano nella casa venivano elegantemente abbigliate e ingioiellate dalla testa ai piedi e invece di servire, venivano servite. Ma a tempo debito scoprivano che un certo Signore, il padrone della casa, era divenuto anche il padrone delle loro vite e gradualmente venivano condotte nelle più terribili orge fino alla stregoneria, poi sparivano misteriosamente senza che nessuno sapesse dove.

Dalla casa provenivano scricchiolii e luci abbaglianti

Le scomparse divennero così frequenti e misteriose che alla fine si iniziò a parlarne. E così un giorno un uomo di grande potere e di notevole intelligenza, decise di trovarne la causa.

Una sera molto tardi si trovò a passare davanti alla casa dei misteri e udì dei suoni simili a scricchiolii mischiati a rumori metallici di catene e vide luci blu e verdi alle finestre. Rimase immobile e riuscì a distinguere il rumore della musica e le risate delle ragazze; allora scivolò nel buio senza aver paura di alcun diavolo, si arrampicò sulla finestra, spostò una tenda e sbirciò dentro dove vide molte belle donne discinte. Fu così meravigliosamente attratto dalla vista di così tanti incanti che desiderò entrare a far parte dell’allegra combriccola.

Un giovane coraggioso si decise ad entrare

Ma come fare? La sorte lo favorì: sulla porta della casa si materializzò una vecchietta pronta ad entrare. E quando lui le si avvicinò per tentare di corromperla con qualche moneta d’oro, si sorprese nel constatare che la donna davanti ai suoi occhi era la sua madre adottiva, quella madre che lo amava teneramente. Restò di sasso e ancor più quando ella gli raccontò che era una serva e che era stanca di assistere a tutte queste azioni malvagie. Se lui l’avesse portata via, avrebbe denunciato tutto. Aggiunse anche che poteva liberamente raggiungere le ragazze perché il Signore, che era un potente mago, quella sera era fuori.

Quel che vide lo ammutolì

Quando il gentiluomo entrò nella casa, rimase sbalordito dallo splendore delle stanze e dalla bellezza delle ragazze. Tra queste ne incontrò una che lo ammaliò. Incominciò a parlare con lei e scoprì che la fanciulla volentieri sarebbe scappata da quella casa e con lei molte altre ragazze. Nessuna tuttavia osava farlo per paura del mago. Allora il galantuomo disse che avrebbe chiamato la polizia e consigliò alle giovani donne di prendere ciò che potevano, di fare i bagagli e di andarsene; egli stesso avrebbe scritto un lasciapassare per ognuna di loro per andar via con gli oggetti sottratti.

Un risvolto inaspettato

Ma non aveva l’uomo finito di parlare, che all’improvviso la porta si spalancò e il potente Stregone entrò con uno sguardo che sembrava il diavolo, meravigliato nel vedere quella scena davanti ai propri occhi. Era furente e pronto a colpire con la sua magia quando le serve gli si buttarono addosso e lo legarono stretto stretto. E decisero anche di processarlo. Lì sul posto, tra di loro. Il mago venne giudicato colpevole di plagio, ma siccome non le aveva né uccise né sequestrate, decisero di lasciarlo andare, a patto però che tutto il suo patrimonio fosse spartito tra loro. Il mago fu costretto ad accettare, si cercò la cassaforte e il contenuto fu diviso; la parte che toccò a ognuna di loro fu così considerevole che tutte si maritarono presto e vissero nobili e felici!