I racconti della tavola. Cibi, conviti e banchetti

L’arte del mangiar bene raccontata attraverso i luoghi, le ricette e i personaggi del passato

Empoli, Dispensa

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Una passeggiata guidata alla scoperta di luoghi che ci sveleranno le nostre tradizioni culinarie. Tra antiche ricette e sapori, usi e costumi di un tempo andremo a raccontare la Firenze a tavola.

  • Le compagnie goderecce nella Firenze rinascimentale
  • Alcune storie di adunanze e di incredibili banchetti
  • Il Galateo a tavola
  • Le antiche corporazioni di mestiere: beccai, oliandoli e pizzicagnoli
  • Gli artisti e i poeti buongustai

Maggiori informazioni

Tra i tanti primati che Firenze può vantare c’è anche quello della buona tavola. Lungo le sponde dell’Arno artisti, prelati ed eminenti personaggi della Firenze rinascimentale e granducale trovarono ispirazione per creare nuove ricette, per interrogarsi sugli effetti del cibo sulla salute e per codificare consuetudini legate all’arte del mangiar bene.

La nostra passeggiata si apre con monsignor Giovanni Della Casa che con il suo Galateo overo de’ costumi gettò le basi delle buone maniere, a tavola e non solo. Un esempio? Assolutamente da evitare grattarsi e sputare mentre si è seduti a desinare; da sconsigliare anche l’uso di portare appeso al collo lo stuzzicadenti. Una vera e propria rivoluzione culturale, che gli valse l’onore di essere ricordato tra i fiorentini illustri ritratti nelle erme di Palazzo dei Visacci

Neppure grandi artisti seppero sottrarsi al richiamo della buona tavola, esprimendo il loro estro anche in questo campo. Basti ricordare il Pontormo, che nelle sue memorie annotò nel dettaglio i pasti da lui imbanditi nel corso dell’anno, il Bronzino, che scrisse poesie in lode della padella, della cipolla e dei raviggiuoli o il grande Leonardo da Vinci, che fissò in poche rime i consigli per un salute di ferro. Sapevate che Giovan Francesco Rustici non fu “soltanto” un valente scultore  ma fu anche il fondatore di una brigata stravagante? Pochi anni dopo aver portato a termine il bel gruppo della Predica del Battista per il Battistero di San Giovanni, creò infatti La Compagnia del Paiolo che, richiamandosi al motto “l’arte si fa cena”, si poneva l’obiettivo di coniugare cultura e convivialità. Impossibile non meravigliarsi di fronte al racconto degli straordinari apparati e degli incredibili eccessi che animarono le riunioni e i banchetti di questa compagnia, in un gara di allegria e creatività senza pari. 

La nostra passeggiata sarà anche l’occasione per riscoprire la memoria dei luoghi e delle strade che ancora oggi portano nomi legati alla cucina: dalla stretta via delle Oche, alla defilata piazza dell’Olio. Ci soffermeremo davanti all’antica sede dell’Arte dei Beccai, che riuniva i macellai, i pesciaioli e i gestori di osterie e di taverne. La carne fu, ed è tutt’ora, una delle grandi protagoniste della cucina fiorentina e a questa corporazione sono legati curiosi aneddoti della storia della città.

Dirigendoci poi verso le case degli Alighieri, troveremo un’insegna che ricorda L’Osteria del Pennello, aperta dal pittore Mariotto Albertinelli, stanco delle delusioni, delle maldicenze e delle rivalità dell’ambiente artistico fiorentino. All’ingresso era possibile leggere queste poche righe: “Prima io dipingeva carne e sangue ora dò carne e sangue ed ognun loda il mio buon vino”. Ma nel quartiere dantesco è nascosta un’altra memoria legata al tema del cibo: la piccola chiesa di Santa Margherita de’ Cerchi fu sede e sepolcreto della Compagnia dei Quochi (con la “Q”!), indice di una professionalità diffusa e riconosciuta già a partire dal Medioevo.

Date disponibili

    Dettagli

    • Luogo di incontro: piazza San Pier Maggiore – Firenze
    • Durata della visita: 1 ora e mezzo circa
    • Target: adulti
    • Costo della visita guidata: € 12,00 incluso il sistema radio auricolare qualora previsto

    Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
    Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
    Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
    Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

    Ci incontriamo qui

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