Il Museo degli Innocenti

Un luogo che, da solo, racconta la grande storia della Firenze del Quattrocento, intrecciando temi politici e sociali, artistici e architettonici

Ospedale degli Innocenti

In evidenza

Un viaggio dentro un’antica e illustre istituzione benefica, oggi Museo degli Innocenti, per raccontare la storia della Firenze del Rinascimento, dei suoi artisti e dei suoi architetti.

  • La storia della Firenze del Quattrocento
  • La prima architettura del Rinascimento di Filippo Brunelleschi
  • Le terracotte invetriate di Andrea della Robbia 
  • La vita quotidiana e l’organizzazione dell’Ospedale
  • Un panorama inusuale su Firenze dal Verone, antico stenditoio

Maggiori informazioni

La visita prenderà avvio in piazza Santissima Annunziata dove, ammirando la struttura che oggi ospita la sede museale, cominceremo a tracciare le linee storiche dell’edificio e della istituzione per cui venne realizzato. Racconteremo di Filippo Brunelleschi, di come l’architetto ebbe la commissione, di quale furono le scelte stilistiche adottate e di come queste, per la prima volta, riportassero l’architettura a misurarsi con i bisogni dell’uomo, ponendola al servizio della comunità.

Racconteremo anche del perché l’Arte della Seta, la potente corporazione fiorentina incaricata dalla Repubblica fiorentina della costruzione dell’ospizio dedicato unicamente ai “gittatelli”, avesse scelto il Brunelleschi e di come i lavori, diretti da questi soltanto per pochi anni, furono portati avanti da altri maestri che andarono a modificare, in parte, il progetto originario.

La concezione squisitamente fiorentina di una pratica cui non può essere disgiunta la ricerca della bellezza formale guidò i responsabili dell’Ospedale a indirizzarsi verso alcuni protagonisti di primo piano della scena artistica locale, tra cui Andrea della Robbia che realizzò i tondi con i Putti in fasce presenti ancora oggi in facciata e da poco restaurati.

La storia dell’istituzione, con le sue regole e la sua quotidianità, ci condurrà al piano terra del Museo, dove si avrà l’occasione di conoscere alcuni dei personaggi più importanti che guidarono lo Spedale, come il filologo e umanista don Vincenzo Borghini, il primo che introdusse lo studio del disegno e della pittura nell’educazione dei “nocentini”, scoprendo tra di loro qualche talento inaspettato.

E questi nuovi talenti si andranno a scoprire in Galleria: dopo aver ammirato lo splendido Chiostro degli Uomini e l’elegante Chiostro delle Donne, si salirà in quello che un tempo era il dormitorio e che oggi, affacciato sulla piazza, ospita una collezione di opere d’arte d’eccezione. Qui, seguendo il filo del tempo, avremo modo di scoprire i tanti artisti che lavorarono direttamente per l’Istituto o per strutture ad esso collegate: incontreremo Giottino e Giovanni del Biondo, il giovane Sandro Botticelli e Luca della Robbia, Francesco Morandini detto il Poppi e Giovanni Battista Naldini, uno dei pittori più attivi nel secondo Cinquecento nato e cresciuto agli Innocenti. E infine ci dedicheremo a quell’Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio, eseguita nel 1489 per l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria degli Innocenti, che ancor oggi  è l’opera più rappresentativa dell’Ospedale.

A conclusione del nostro percorso saliremo sulla Terrazza del Verone, un’ariosa loggia che si apre sulla città e che, fin dal Quattrocento, veniva utilizzata per tendere e asciugare i panni degli Innocenti.

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