La Cattedrale di Santa Maria del Fiore
Uno scrigno di capolavori: la cattedrale tra Arnolfo di Cambio, Filippo Brunelleschi e Giorgio Vasari
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Una visita alla scoperta del cuore religioso di Firenze: Santa Maria del Fiore. Dai Monumenti equestri di Paolo Uccello e Andrea del Castagno alla decorazione cinquecentesca della cupola: un viaggio nella storia fiorentina.
- Il racconto della storia della città di Firenze
- I Monumenti equestri di Paolo Uccello e Andrea del Castagno
- La decorazione della cupola del Brunelleschi
- La storia della cattedrale con la sua facciata ottocentesca
- Un esempio dell’architettura della fine del XIII secolo
Maggiori informazioni
La visita alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore permette di raccontare la storia di Firenze a partire da uno dei suoi momenti più straordinari, lo scadere del Duecento, quando la città, forte della sua ricchezza e del suo sviluppo, iniziò ad immaginarsi diversa. Sono gli anni in cui Firenze fu un vero e proprio cantiere a cielo aperto, impegnata nella costruzione della sede del potere civile, il Palazzo dei Priori, nella creazione dell’ultima cerchia muraria, molto più ampia della preesistente, e nell’edificazione, appunto, della nuova cattedrale, in sostituzione della ormai vetusta Santa Reparata.
Scopriremo la figura di Arnolfo di Cambio, che ebbe l’incarico di progettare il nuovo duomo con forme e proporzioni così ampie e decorazioni talmente ricche da surclassare le chiese episcopali di altre due città vicine e rivali, Pisa e Siena, con cui Firenze era in perenne competizione.
Alla morte di Arnolfo, avvenuta intorno al 1310, i lavori subirono un rallentamento, per riprendere con timidezza intorno al 1331 quando assunse il patronato dell’opera del duomo la potente corporazione dell’Arte della Lana, il cui stemma, l’Agnus dei – un agnello con stendardo e aureola – ricorre molte volte nella decorazione della chiesa.
Per decenni le risorse del cantiere vennero dirottate sul Campanile, prima sotto la supervisione di Giotto e poi di Andrea Pisano. L’epidemia di peste nera del 1348, le carestie e le difficoltà economiche rallentarono ulteriormente i lavori e solamente nel 1367 si arrivò a delineare un progetto definitivo per la chiesa, ultimata nella sua struttura a tre navate intorno al 1380.
Per tutti i primi decenni del Quattrocento si proseguì con la decorazione in marmi colorati dei fianchi e della parte absidale e con i rilievi scultorei degli ingressi laterali, tra cui l’elegante Porta della Mandorla, con l’Assunzione di Nanni di Banco e il Profetino del giovane Donatello.
Ma la sfida più importante fu senza alcun dubbio la costruzione della Cupola, che venne voltata tra il 1420 e il 1438, seguendo il progetto che Filippo Brunelleschi aveva presentato per il concorso indetto nel 1418. Racconteremo delle enormi difficoltà tecniche e delle incredibili soluzioni che seppe mettere a punto l’architetto, delle tante leggende e tradizioni legate al suo progetto e al cantiere e delle inevitabili diffidenze e rivalità che si trovò ad affrontare.
Proseguiremo quindi la nostra visita all’interno, ammirando la spazialità della struttura e il ricco pavimento ad intarsi marmorei. Ci soffermeremo davanti all’orologio della controfacciata che segna ancora oggi la cosiddetta ora italica, che vuole il giorno suddiviso in 24 ore, misurate a partire dal tramonto. Il meccanismo rinascimentale, ancora funzionante, consente all’unica lancetta di muoversi in senso antiorario lungo il quadrante che venne affrescato da uno dei più grandi pittori del Rinascimento, Paolo Uccello.
L’orologio non è l’unico affresco di Paolo Uccello che incontreremo all’interno di Santa Maria del Fiore: lungo la navata sinistra si trova anche il suo celebre Monumento equestre a Giovanni Acuto, condottiero inglese che lavorò al soldo della Repubblica fiorentina. Soffermandoci davanti all’opera, ci verrà naturale osservare gli studi di prospettiva del pittore e le soluzioni diverse adottate nel vicino Monumento equestre a Niccolò da Tolentino che venne realizzato da Andrea del Castagno.
Al termine della navata ci troveremo nello spazio del coro, circondato da cappelle laterali, su cui si affaccia anche la Sagrestia delle Messe, il luogo in cui Lorenzo il Magnifico trovò rifugio durante la Congiura dei Pazzi del 1478. Volgendo lo sguardo in alto, al di sopra dell’altare maggiore, verremo sopraffatti dall’imponente mole della cupola che Giorgio Vasari e Federico Zuccari affrescarono con le storie del Giudizio Universale su commissione di Cosimo I dei Medici.
Tornati all’esterno, concluderemo la nostra visita con le vicende legate alla decorazione della facciata. Arnolfo di Cambio non ebbe tempo di completarla e la decorazione originale, con le sue sculture, venne smantellata nel 1586 per desiderio del granduca Francesco I dei Medici, intenzionato a costruire una nuova facciata.
In realtà fu solo nel tardo Ottocento, spinti dalla nomina di Firenze a capitale del Regno d’Italia, che si diede avvio a questo ultimo progetto, promuovendo ben due concorsi. In entrambe le occasioni risultò vincitore il disegno di Emilio De Fabris, che ideò una facciata che per stile e materiali si armonizza perfettamente con i preesistenti monumenti della piazza.
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