La basilica di Santa Croce e i suoi capolavori

Dalle cappelle di Giotto alle tombe degli uomini illustri: un viaggio nel tempio delle “itale glorie”

Santa Croce

In evidenza

Passeggiando tra le navate della chiesa, addentrandoci nella Sagrestia, nei Chiostri o nell’antico Refettorio, racconteremo la storia di Firenze, attraverso gli artisti e i personaggi più illustri della sua storia.

  • I Sepolcri di uomini illustri, tra i quali Michelangelo Galileo 
  • Le cappelle affrescate da Giotto di Bondone
  • Il Crocifisso di Donatello
  • Il Crocifisso di Cimabue, simbolo dell’Alluvione del 1966
  • La Cappella Pazzi, architettura rinascimentale del Brunelleschi

Maggiori informazioni

Un visita alla Basilica di Santa Croce non potrà che iniziare dal racconto del luogo dove essa sorse. Proviamo a immaginare la Firenze del XIII secolo con le sue possenti mura che arrivavano a lambire l’attuale via dei Benci. L’area era da sempre una zona fortemente depressa, una sorta di isola che veniva a trovarsi tra le acque dell’Arno da una parte e una sua ramificazione, un fosso, dall’altra. Per questo era soggetta a frequenti inondazioni. 

Qui lavorava il ceto più debole, il popolo minuto, quello dei lavoratori: tessitori di lana, manovali e conciatori. Le loro condizioni di lavoro e di vita erano davvero disperate ed è proprio per questo che i frati scelsero di erigere qui la loro nuova chiesa: star vicino ai poveri e dare loro conforto era ciò che aveva insegnato Francesco, morto da pochi anni. 

Il successo del nuovo ordine mendicante fu talmente importante che, intorno alla metà del ‘200, si sentì l’esigenza di una chiesa più grande. Ma non lo era abbastanza se, allo scadere del secolo, allorquando la basilica venne a trovarsi entro le nuove fortificazioni, si decise di costruirne una nuova e se ne affidò il progetto ad Arnolfo di Cambio. La prima pietra venne posata nel maggio del 1294, ma fu solo nel 1442 che Santa Croce venne consacrata, alla presenza dell’allora pontefice papa Eugenio IV. Ma come tutte le chiese fiorentine – o quasi -, anche la nuova basilica era rimasta priva della facciata, con la pietra forte a vista. Sarà solo nell’Ottocento che si realizzerà il paramento marmoreo su progetto di Niccolò Matas.

Dopo aver ammirato la piazza e gli edifici che vi si affacciano, primo tra tutti il Palazzo dell’Antella, si procederà all’interno della basilica e, abbagliati dall’ariosa spazialità della navata centrale e dalla sobrietà dei vari elementi decorativi, inizieremo a conoscere i tanti uomini illustri qui sepolti o celebrati con monumenti alla memoria (cenotafi). 

Il nostro viaggio avrà così inizio dal Monumento a Galileo Galilei, eseguito tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo per volere dell’ultimo granduca di casa Medici, Gian Gastone e proseguirà, in controfacciata, con la Tomba di Giovan Battista Niccolini. L’autore che venne chiamato a realizzare il monumento nel secondo Ottocento, Pio Fedi, volle celebrare il noto drammaturgo con un’elegante Allegoria della Poesia, così simile alla Statua della Libertà che svetta nella baia di New York, da far supporre una derivazione di quest’ultima dal modello fiorentino. 

Ci sposteremo così sulla navata destra e avremo occasione di portare i nostri omaggi, tra i tanti, non solo a Michelangelo Buonarroti, la cui tomba venne eseguita dalla neonata Accademia del Disegno nella seconda metà del Cinquecento, ma anche a Dante Alighieri, qui ricordato con un Cenotafio ottocentesco di Stefano Ricci e a Vittorio Alfieri che giace in un superbo monumento eseguito dalle abili mani di Antonio Canova

Ricordando personaggi di spicco del Quattrocento che per primi trovarono sepoltura nella basilica, quali Leonardo Bruni e Carlo Marsuppini, giungeremo davanti allo splendore degli affreschi che si dispiegano nel Transetto. Così avremo modo di parlare della rivoluzione pittorica di Giotto, fatta di aderenza alla natura e di volume, con le cappelle Bardi e Peruzzi e di osservare la propagazione di questo nuovo linguaggio con Taddeo Gaddi nella cappella Bandini Baroncelli o Agnolo Gaddi nella cappella maggiore con le straordinarie Storie della Vera Croce

Dal Trecento ci immetteremo nel pieno Rinascimento con il Crocifisso di Donatello e con la visita alla Cappella Pazzi, uno spazio così armoniosamente definito da rapporti proporzionali che non può che essere stato progettato da Filippo Brunelleschi

E la Croce di Cimabue? Questa e tante altre opere a raccontare un luogo così pregno di capolavori da esserne totalmente conquistati!

Date disponibili

  • domenica 20 dicembre 2020, ore 14.30 ∷ In loco

Dettagli

  • Luogo di incontro: piazza S. Croce (presso la statua di Dante) – Firenze
  • Durata della visita: 2 ore circa
  • Target: adulti
  • Costo della visita guidata: € 12,00 incluso il costo del sistema radio auricolare qualora previsto. È escluso il biglietto di ingresso alla Basilica € 8,00 intero (totale visita guidata + biglietto di ingresso = € 20,00 per i non residenti nel Comune di Firenze; i residenti pagano la sola visita guidata avendo diritto al biglietto di ingresso gratuito)

Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

Ci incontriamo qui

    Prenota questo evento a Firenze

    Nome e cognome

    Telefono

    Email

    Data evento

    Numero partecipanti

    Note (specificare la presenza di minori e indicare la loro età):

     

    ATTENZIONE!
    Per registrare la prenotazione è necessario spunatre la casella di accettazione del trattamento dei dati personali