Il giardino mediceo di Castello

Quel giardino amato da Cosimo I dei Medici che fu teatro della celebrazione del suo potere 

Il giardino mediceo di Castello

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In occasione della riapertura dei giochi d’acqua nella Grotta degli Animali, si propone una passeggiata nello storico giardino di Castello per scoprire, attraverso fontane grotte e statue, la storia di Firenze nel pieno Cinquecento e raccontare della famiglia che governò la città per oltre tre secoli, i Medici.

  • La storia di Firenze nel Cinquecento   
  • La famiglia Medici e la figura di Cosimo I 
  • La Grotta degli Animali
  • La Fontana di Ercole e Anteo di Bartolomeo Ammannati 
  • Le trasformazioni in età lorenese 

La Villa di Castello, conosciuta anche come Villa Reale e oggi sede dell’Accademia della Crusca, fu una delle dimore medicee più amate fin dal Quattrocento. Fu però nel Cinquecento, sotto Cosimo I de’ Medici, che la villa raggiunse il suo massimo splendore, trasformandosi in un luogo destinato non solo al piacere e al riposo, ma anche alla celebrazione del potere della casata.

Se nel XV secolo l’attenzione dei Medici si era concentrata soprattutto sulla decorazione degli ambienti interni, fu Cosimo I, poco dopo la presa del potere nel 1537, ad avviare la creazione di uno dei primi esempi di “giardino formale” del Rinascimento: uno spazio verde concepito secondo un disegno moderno e rigoroso, dove natura, scultura e architettura dialogavano per costruire un raffinato racconto politico e dinastico.

Per il progetto generale del giardino, che prevedeva anche un complesso sistema idraulico alimentato dalla sovrastante sorgente della Castellina, il duca si affidò a Niccolò Pericoli, detto il Tribolo. Per il programma iconografico, destinato a esaltare Cosimo come pacificatore del nuovo ducato, fu invece coinvolto Benedetto Varchi.

I lavori presero avvio alla fine degli anni Trenta del Cinquecento, ma subirono un’interruzione con la morte del Tribolo nel 1550. La direzione passò allora a Giorgio Vasari, che si occupò di sistemare quanto era già stato realizzato, senza tuttavia portare a compimento l’intero progetto. Nel frattempo, l’interesse di Cosimo per la villa fuori le mura si era probabilmente affievolito: nel 1549 il duca aveva acquistato Palazzo Pitti, dove trasferì molte delle maestranze già attive a Castello, Tribolo compreso.

La visita ci accompagnerà alla scoperta del complesso programma simbolico del giardino, delle fontane e degli apparati scultorei ancora conservati in loco, fino alla passeggiata nel suggestivo boschetto “all’inglese”, che racconta una fase più moderna della storia della villa.

Un’occasione per entrare in uno dei luoghi più raffinati della cultura medicea e leggere, passo dopo passo, il dialogo tra arte, natura e potere che ancora oggi ne definisce il fascino.

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