Un salto nel tempo: Firenze sotterranea

Una passeggiata tra piazze, vicoli e ambienti sotterranei della perduta colonia romana di Florentia

Firenze sotterranea

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Una visita per raccontare la Firenze delle origini e ciò che resta dell’antica città romana. Passeggiando tra piazze e vicoli, andremo alla scoperta dei resti archeologici che sono celati sotto i nostri piedi. 

  • La storia e i miti della fondazione della città di Firenze
  • L’accesso ad ambienti sotterranei di antichi edifici romani
  • L’ingresso all’area archeologica di Palazzo Vecchio, alla scoperta del teatro romano
  • Un viaggio nel cuore del centro storico fiorentino
  • Le tracce dell’antico anfiteatro romano

Maggiori informazioni

Facciamo un salto nel tempo e torniamo in quella Florentia romana fondata nel I secolo a.C. sulla riva destra dell’Arno, a seguito della legge agraria introdotta da Giulio Cesare. Il suo nome, allusione alla prosperità e all’abbondanza, ci racconta di un territorio fertile, ricco di fiori e di acque, che beneficiava della protezione degli dei.

Posta in posizione strategica, lungo le importanti vie di commercio che da Roma portavano verso Nord, la città era destinata ad ingrandirsi ed abbellirsi in età adrianea.

L’impianto della colonia riproponeva il modello classico dell’urbanistica romana, sviluppandosi su un’area cinta da mura e orientata secondo i punti cardinali. La rete stradale interna, delimitata da insulae, isolati, era organizzata intorno agli assi principali: il cardo massimo, da Nord verso Sud, le attuali via Roma e via Calimala, e il decumano massimo, da Est a Ovest, oggi via del Corso e via Strozzi.

Proprio all’incrocio delle due strade principali, in corrispondenza della Colonna dell’Abbondanza, ha inizio il nostro percorso, nel luogo in cui si estendeva il Foro della città. Calandoci in questo tempo molto lontano, potremo immaginarci un elegante porticato ornato da statue e da rilievi e, alle nostre spalle, in posizione sopraelevata, il Tempio dedicato alla Triade Capitolina.

Da qui proseguiremo verso piazza Sant’Elisabetta, dove si erge la Torre della Pagliazza, edificio di forma semicircolare, apparentemente anomala rispetto alle altre torri del centro storico fiorentino. Sarà suggestivo scendere nei suoi sotterranei, dove potremo ammirare quello che rimane di un antico edificio termale, sicuramente un tempo di grande estensione, costituito da vari ambienti e da un’esedra riconoscibile come piscina.

Ci avvieremo poi verso via del Proconsolo, dove ancora oggi è possibile trovare le tracce della cinta muraria romana, in cui gli alti muri in laterizio erano intervallati da grandi torri di guardia e protezione. Ci potremo immaginare le febbrili attività che sorgevano a ridosso delle mura, come i numerosi impianti “industriali”, che sfruttavano il reticolo di acque esistente per la lavorazione e la tintura dei tessuti.

Il nostro itinerario ci porterà verso piazza della Signoria, zona della città che ancora oggi ci racconta di questo antichissimo passato. Visiteremo gli scavi del teatro romano nei sotterranei di Palazzo Vecchio, che ci racconterà la stratificazione della città e ci restituirà la suggestione di quello che doveva essere un teatro di notevole capienza, in un periodo di grande sviluppo demografico della città. Ci soffermeremo a parlare degli svaghi e dei passatempi più graditi ai Romani, del complicato mestiere dell’attore e di come questo luogo di piacere infine cadde in rovina, spogliato delle sue decorazioni più belle per far posto a stalle e prigioni.

Racconteremo anche della vita fuori le mura, a ridosso delle quali sorgeva un tempio dedicato alla dea Iside, culto importato dall’Oriente da quelle genti che non potevano ancora fregiarsi del titolo di cittadini.

Troveremo le tracce del passato romano perfino nella toponomastica cittadina e a conclusione dell’itinerario ci sposteremo all’interno del quartiere di Santa Croce, tra piazza de’ Peruzzi, via de’ Bentaccordi e via Torta. Questa è la zona dove sorgeva l’anfiteatro, ancora facilmente leggibile nel tessuto cittadino grazie alla forma arrotondata mantenuta dagli edifici che ne hanno sfruttato le fondazioni. Tante testimonianze a restituirci, in maniera sorprendente, una città ormai scomparsa.

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