La chiesa di San Marco
Una visita alla scoperta di una chiesa poco nota, scrigno di preziosi tesori
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Una visita fuori dai consueti circuiti turistici per raccontare una chiesa che fu importante luogo di culto fin dal Quattrocento e che conserva ancora oggi grandi capolavori.
- Una visita fuori dai percorsi turistici
- Il racconto della Firenze del Rinascimento
- La cappella Salviati di Giambologna
- L’apertura della cappella Serragli
- La storia dei Medici e del loro collezionismo
Maggiori informazioni
Nell’antica zona di Cafaggio, verso quell’antica cerchia muraria costruita da Arnolfo di Cambio agli esordi del XIV secolo, sorge la basilica di San Marco.
Fondato nel 1267 dai Silvestrini provenienti dalla chiesetta del contado di San Marco Vecchio, l’edificio, ben diverso da come è oggi, ebbe vita fino ai primi del XV secolo, quando i fiorentini, rimasti delusi dalla condotta religiosa dei monaci, pregarono il Papa di rimuoverli dal monastero. Ben presto furono accontentati.
Fu nel 1435 che papa Eugenio IV ordinò il trasferimento dei Domenicani Osservanti di Fiesole in San Marco e dei Silvestrini nella chiesa di San Giorgio della Costa. Da quel momento iniziò una nuova vita sia per il convento che per la chiesa.
I lavori di riordino e ampliamento della chiesa iniziarono nel 1437 grazie al finanziamento dei Medici, in particolare di Cosimo il Vecchio e del fratello Lorenzo.
Cosimo affidò il progetto di ampliamento e di restauro del complesso al suo architetto di fiducia Michelozzo i cui interventi strutturali produssero il prolungamento della cappella maggiore con l’aggiunta di una nuova abside e la ridistribuzione degli spazi interni dell’unica navata.
II primo grosso intervento che cambiò la fisionomia dell’antica chiesa, nei secoli a venire, risale agli ultimi decenni del XVI secolo: nel 1578 i fratelli Averardo e Antonio Salviati intrapresero la costruzione di una grandiosa cappella dedicata al vescovo Sant’Antonino Pierozzi nel braccio sinistro della chiesa e affidarono il progetto allo scultore della corte medicea, Giambologna.
Non solo. Intorno al 1594, nella parete presbiteriale nordest venne costruita la sontuosa cappella dei Serragli dedicata al SS. Sacramento e realizzata su progetto di Santi di Tito e Ludovico Cardi detto il Cigoli.
Le trasformazioni non si fermarono lì. Nel tardo Seicento, infatti, la fisionomia di tutta la chiesa cambiò radicalmente. Nel 1712 si provvide a rifare la volta dell’antica tribuna trecentesca: il progetto si fa risalire ad Angelo Ferri, mentre la decorazione ad affresco venne eseguita da Alessandro Gherardini.
Nel 1725 fu aggiunta una tela al centro del soffitto della navata, opera di Giovanni Antonio Pucci. Negli stessi anni si decise di costruire una nuova facciata in stile neoclassico.
E i numerosi capolavori conservati all’interno? E le tombe di umanisti e intellettuali? Per scoprirli, non resta che partecipare alla nostra visita!