Il cimitero degli inglesi

Quel luogo ricco d’incanto e dimora eterna di letterati, intellettuali, nobili, schiavi e artisti che fu di ispirazione al pittore Arnold Böcklin

Cimitero degli Inglesi

In evidenza

Un luogo ricco d’incanto e dimora eterna di letterati, schiavi e artisti, il Cimitero degli inglesi saprà raccontarci la storia di un secolo, l’Ottocento e di una Firenze estremamente libera, cosmopolita e anticonformista.

  • Sepolcro della poetessa Elizabeth Barrett Browning
  • Tomba dello svizzero Giovan Pietro Vieusseux
  • Tomba dello scultore neoclassico Hiram Power
  • Storia della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera
  • Storia di Firenze nell’Ottocento e delle sue trasformazioni

Nel 1827 il governo granducale di Firenze, retto a questa data da Leopoldo II di Lorena,  cedette alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera un terreno fuori Porta a Pinti per edificarvi un cimitero destinato ai non cattolici. 

Fino a quel momento infatti, la nutrita comunità di stranieri presente in città, per lo più di orientamento protestante, era stata costretta a ricorrere, per la sepoltura dei propri cari, al Cimitero acattolico di Livorno. Ma, per ovvie ragioni, essa aveva, ormai da tempo, richiesto con sollecitudine la possibilità di disporre di un luogo di sepoltura più vicino. E così accadde. Il progetto del nuovo cimitero fu affidato a Carlo Reishammer, allora studente di architettura, che disegnò un recinto poligonale attorno a un piccolo poggio, con una disposizione irregolare delle sepolture, intervallate da essenze arboree. Al centro di quel poggio fu poi posta, nel 1858, una svelta colonna  ancor oggi esistente, donata dal re di Prussia, Federico Guglielmo IV.

La nuova conformazione del cimitero, addossato in origine alle antiche mura della città, durò tuttavia per breve tempo. Nella prospettiva della trasformazione di Firenze in Capitale del novello Regno d’Italia, infatti, la città fu oggetto di un profondo intervento di “Risanamento”. Ne fu artefice l’architetto Giuseppe Poggi, il quale, su direttive specifiche, andò ad eliminare le antiche mura medioevali, per costruire al loro posto gli odierni viali di circonvallazione. Il Cimitero degli Svizzeri, comunemente chiamato dai fiorentini degli Inglesi, si trovò così, all’improvviso, all’interno della città, con la conseguenza che non poté più essere utilizzato per le inumazioni. D’altra parte, considerato il pregio estetico della struttura nonché importanza dei defunti che vi erano già stati sepolti, si decise fortunatamente di preservarlo. E così, sebbene chiuso da cancellate, esso vive quale “isola dei morti” nel bel mezzo del caotico flusso viario cittadino. E conserva, a dispetto di tutto, un fascino straordinario, con la sua forma ovale coronata da svettanti cipressi.

Sono circa millequattrocento le tombe che si trovano disseminate in maniera “disordinata” su quel poggio, molte di personaggi illustri. Come non citare la sepoltura del noto svizzero Giovan Pietro Vieusseux, fondatore di quel prestigioso Gabinetto scientifico e letterario che fu frequentato dai più illustri intellettuali del Novecento e che è ancor oggi importantissimo centro di cultura. Come non ricordare la sepoltura dello scultore statunitense Hiram Powers o quella della poetessa Elizabeth Barrett Browning. Varrà anche la pena ricordare che qui fu sepolta, nel 1877, la figlia amatissima, morta a soli sei mesi, del pittore Arnold Böcklin che aveva lo studio poco lontano. Sembra anzi che il Cimitero degli Inglesi fosse servito all’artista da modello a uno dei suoi quadri più famosi, quell’Isola dei morti di cui realizzò ben cinque versioni.

Dettagli

  • Luogo di incontro: piazzale Donatello, 38 – Firenze
  • Durata della visita: 1 ora e mezzo circa
  • Target: adulti
  • Costo della visita guidata: € 12,00 incluso il sistema radio auricolare qualora previsto. È escluso il contributo di ingresso al cimitero

Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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