Le meraviglie della natura e della scienza a La Specola

Un viaggio nel museo più curioso di Firenze tra Zoologia, Mineralogia, Arte, Scienza e modelli didattici in cera

La Specola

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Il Museo de La Specola ci apre le porte su un universo di meraviglie: tra scienza, arte e stupore, scopriremo come nasce un grande museo di storia naturale e perché, ancora oggi, sa sorprendere a ogni sguardo.

  • Le piante e i modelli anatomici in cera
  • Le collezioni zoologiche
  • Le gemme preziose di casa Medici
  • “I teatrini della morte” di Gaetano Zumbo
  • Le nature morte di Bartolomeo Bimbi

Maggiori informazioni

È il 1775 quando il granduca Pietro Leopoldo di Lorena decide di istituire in via Romana, nell’elegante Palazzo Torrigiani, l’Imperiale e Reale Museo di fisica e storia naturale. L’obbiettivo è quello di presentare la natura nella sua completezza, dalla terra fino al cielo, e di far comprendere tutti i suoi fenomeni anche al pubblico non istruito. Nel torrino del palazzo viene aperto un osservatorio astronomico, dotato degli strumenti più sofisticati allora esistenti, e detto la “specola”, nome con cui ancora oggi il museo è conosciuto.

Il percorso ordinario di visita inizia nella sezione di mineralogia, che mette in risalto la bellezza naturale e artificiale della natura. Qui infatti è esposta un’ampia selezione di minerali provenienti dall’Italia e da tutto il mondo. Ma ad affascinare non sono solo le rocce e i cristalli, con le loro formazioni e i loro colori, ma anche la collezione medicea di pietre e gemme lavorate e incise, esposta in una moderna “camera delle meraviglie”, evocativa del gusto e del collezionismo rinascimentale.

Si continua poi nella sezione di botanica e anatomia, dove si possono ammirare straordinarie produzioni in ceroplastica, scultura in cera, un’arte che a Firenze si praticava già dal XIV secolo. Gli oggetti più curiosi qui conservati sono i “teatrini” allegorici realizzati dall’artista siciliano Gaetano Zumbo: all’interno di una teca sono rappresentati gli effetti della malattia e il decadimento del corpo, temi che possono apparire macabri ma che in realtà nascondono un interesse scientifico e sono un richiamo alla caducità e alla vanità dell’esperienza umana. Le figure scolpite nella cera diventano, a partire dal Seicento, uno strumento didattico prezioso per lo studio dell’anatomia, per i futuri dottori e non solo. Ne è un esempio la Venere medicea di Clemente Susini, che può essere aperta e scomposta nei suoi vari strati per mostrare gli organi, eseguendo così una dissezione ma senza la presenza del sangue.

A ricordare la finalità educativa del museo sin dalle sue origini, sono gli acquerelli posti a corredo delle cere anatomiche. Le parti più importanti dei disegni sono contrassegnate da numeri, che rimandano ad approfondimenti e spiegazioni un tempo conservati nei cassettini presenti sotto le teche, che potevano essere consultati dai visitatori più curiosi.

Il fascino per il mondo vegetale e l’esotico è testimoniato dalla collezione di dipinti con nature morte e dalle riproduzioni in cera a grandezza naturale di piante e fiori provenienti da tutto il mondo. Questi modelli, eseguiti tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, sono stati realizzati spesso a partire da calchi in gesso, e sono talmente precisi nel descrivere anche i più piccoli dettagli delle varie parti, da riprodurre anche parassiti e difetti.

La visita si conclude con una piccola passeggiata attraverso la sezione di zoologia, dove è esposto il noto Ippopotamo di Boboli, che un’antica tradizione vuole abbia vissuto per anni nel giardino della reggia granducale.

ATTENZIONE: La visita include esclusivamente il Percorso ordinario (Zoologia, Mineralogia e Arte e Scienza – modelli didattici); Salone degli Scheletri, Torrino Astronomico, Tribuna di Galileo e Cere anatomiche sono percorsi separati e non rientrano nel biglietto di ingresso generale.

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