Pier Francesco Foschi. Pittore fiorentino
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La Galleria dell’Accademia racconta, attraversa dipinti disegni e confronti, la figura di Pier Francesco Foschi, pittore fiorentino del XVI secolo, tanto noto in vita quanto dimenticato dopo la morte.
- La prima mostra monografica in Europa dedicata a Foschi
- La storia della città di Firenze nel XVI secolo
- La pittura del primo Cinquecento
- La ricostruzione della carriera dell’artista
- Il dialogo con il maestro Andrea del Sarto e con l’amico Pontormo
Maggiori informazioni
Ha da poco aperto al pubblico la prima monografica dedicata in Italia a Pier Francesco Foschi, pittore fiorentino del primo Cinquecento che, pur famoso in vita, è stato perlopiù dimenticato fino ai giorni nostri.
Attraverso cinque sezioni e l’esposizione di una quarantina di opere tra dipinti e disegni, la mostra della Galleria dell’Accademia ben racconta la carriera del Foschi, allievo dapprima di Andrea del Sarto e collaboratore poi di Pontormo ad imprese prestigiose, quali la decorazione della loggia della villa di Careggi e i perduti affreschi della villa medicea di Castello.
Il nostro viaggio alla scoperta di questo pittore, avrà inizio con L’esordio professionale di Pierfrancesco, una sezione che, come ben spiega il titolo, è dedicata alla formazione dell’artista e al suo debutto professionale che lo vedrà, una volta uscito dalla bottega di Andrea, orientarsi verso le esperienze più eccentriche dell’ambiente fiorentino. Procederemo nella seconda sezione, Sull’esempio del maestro, dove sono affiancate opere autografe di Andrea del Sarto e repliche di Pierfrancesco, per poi immergerci nel clima de Le pale d’altare, dove viene proposta una selezione di dipinti destinati a chiese fiorentine o toscane e di cui centrale è senza dubbio la Resurrezione appena restaurata di Santo Spirito. Nel corso della sua carriera Foschi dipinse almeno dieci pale d’altare. L’undicesima potrebbe essere quella di cui ci è giunto solo il modello conservato all’Ashmolean Museum di Oxford, e la dodicesima è costituita dalla pala realizzata ad affresco nella cappella della villa del mercante Francesco Del Nente, di cui la mostra espone il disegno preparatorio. Nel contesto fiorentino dei decenni centrali del Cinquecento, si tratta di un numero davvero molto elevato che attesta il successo ottenuto dal pittore in questo genere.
Passando attraverso i Dipinti per la devozione privata, prevalentemente raffiguranti soggetti mariani o tratti dal Vecchio Testamentari e in cui spicca la bellissima Giuditta e Oloferne di collezione privata che saprà colpirci per l’invenzione compositiva, per i colori squillanti e per la sua interpretazione del modello michelangiolesco, concluderemo il nostro viaggio con un cospicuo numero di Ritratti di ottima fattura che dimostrano, senz’ombra di dubbio, la fama raggiunta dal Foschi nel suo tempo.
La mostra è terminata
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