La chiesa di Sant’Ambrogio e il suo quartiere
Quel luogo di antichissima origine che fu teatro di un prodigioso miracolo e luogo di sepoltura di illustri personaggi della storia
In evidenza
Una passeggiata per scoprire una chiesa che è luogo di culto antichissimo. Scopriremo gli artisti che qui lavorarono, parleremo di prodigiosi eventi e sveleremo dettagli e curiosità sul vivace quartiere di Sant’Ambrogio.
- La storia della chiesa di Sant’Ambrogio
- La Cappella del Miracolo di Mino da Fiesole e Cosimo Rosselli
- Le sepolture di famosi artisti
- Il Mercato di Sant’Ambrogio
- La Loggia del Pesce in piazza dei Ciompi
Maggiori informazioni
Una visita al quartiere di Sant’Ambrogio, da sempre uno dei più vivaci della città di Firenze, non può che avere inizio in piazza dei Ciompi e da quella sua elegante Loggia del Pesce che ha conosciuto, nel corso dei secoli, tante peripezie. Costruita infatti su progetto di Giorgio Vasari nel 1567, la loggia venne collocata a ridosso del Ponte Vecchio, nell’odierno lungarno degli Archibusieri. Evidentemente destinata ai pesciaioli, la struttura venne una prima volta spostata in piazza del Mercato Vecchio (oggi piazza della Repubblica), per permettere il passaggio del noto Corridoio vasariano. Lì rimase fino agli novanta dell’Ottocento, quando, con il cosiddetto Risanamento di Firenze, venne smantellata e nuovamente rimontata, con le sue parti migliori, nella collocazione odierna.
Spostandoci lungo via Pietrapiana, strada che segue l’antico tracciato del decumano romano in uscita dalla città e rivolto verso la Cassia Vecchia, giungeremo in piazza Sant’Ambrogio e alla sua omonima chiesa, un luogo di culto antichissimo, ricco di storia e di opere d’arte.
La chiesa sorge nel luogo dove nel 393 sarebbe stato ospitato Sant’Ambrogio. Benché le prime tracce risalgano al VII secolo, la chiesa acquistò importanza a partire dal 30 dicembre del 1230, dal giorno in cui, ovvero, accadde un evento prodigioso: un parroco, di nome Uguccione, trovò alcune gocce di sangue raggrumato nel calice con il quale il giorno prima aveva celebrato la messa e che la sera prima non aveva pulito a dovere. Preso da grande stupore, il parroco raccolse il sangue in un’ampolla di cristallo e informò prontamente il vescovo Ardingo Foraboschi. Questi per meglio accertarsi del prodigioso evento chiese di visionare l’ampolla e “dopo averla tenuta per un giorno nella sua stanza, la rimandò al convento dentro una ricca custodia d’avorio con intarsi d’oro e fodera di stoffe preziose”.
La voce del miracolo si sparse velocemente, la chiesa divenne meta di numerosi pellegrinaggi e si decise, alla fine del Duecento, che la chiesa venisse ingrandita ed assunse, almeno nella pianta, le fattezze odierne: una lunga aula rettangolare a navata unica, con un presbiterio rialzato. Ai lati del presbiterio si aprono due cappelle laterali, delle quali la più grande a sinistra è la Cappella del miracolo, decorata un secolo dopo da Mino da Fiesole e Cosimo Rosselli. La venerata reliquia era conservata precedentemente sull’altare maggiore, dove i primi del Quattrocento avevano visto prima l’esposizione della Sant’Anna Metterza di Masaccio e Masolino (1424-1426) e poi l’Incoronazione della Vergine di Filippo Lippi (1447), due preziosissime pale oggi entrambe agli Uffizi.
Dopo aver ammirato le diverse opere qui conservate e aver scoperto diverse sepolture di noti artisti, ci incammineremo, quale ultima tappa, verso il più recente Mercato, quella struttura in ghisa realizzata su progetto di Giuseppe Mengoni e inaugurata nel 1873, che ancora oggi è il centro nevralgico del quartiere.
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