L’antica basilica di San Miniato al Monte

Una visita alla scoperta di un’abbazia che divenne fortezza medicea

San Miniato al Monte

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Superbo esempio di romanico fiorentino, la Basilica di San Miniato, posta alla sommità di un colle che domina la città, stupirà per la ricchezza degli intarsi marmorei, dei mosaici e delle cappelle rinascimentali.

  • La facciata romanica in marmi bianchi e verdi
  • La cappella del Cardinale del Portogallo, gioiello del Rinascimento
  • I mosaici duecenteschi del catino absidale
  • Lo Zodiaco, superbo intarsio pavimentale
  • Gli affreschi del tardo Trecento

Maggiori informazioni

Il colle sul quale sorge il complesso monastico di San Miniato è un un luogo sacro da sempre. Di certo lo era in età preromana, quando era chiamato Elisboth, termine che stava a indicare una selva sacra alle divinità montane. Durante il Medioevo, il colle prese il nome di Mons Florentinus ed è così che fu poi ricordato da tutte le fonti.

Fu proprio in virtù della sua sacralità antica che questo colle venne scelto per la sepoltura del primo martire fiorentino, Miniato, verosimilmente ucciso il 25 ottobre del 250 durante le persecuzioni volute dall’imperatore Decio. La tradizione tramanda la storia di un eroico soldato armeno che volle testimoniare la sua fede fino al martirio. Dopo numerosi, ingegnosi e tuttavia inefficaci tentativi di ucciderlo, alla fine i soldati romani riuscirono nell’intento, decapitando Miniato sul greto del fiume Arno: egli però, raccolta la propria testa, salì sul colle dove fu poi sepolto.

Poco sappiamo di questo primo oratorio, ma dovette raggiungere subito grandissima fama se dal V secolo il colle cominciò ad essere chiamato Monte di San Miniato. La prima chiesa di cui abbiamo memoria invece è quella dell’VIII secolo: nella più antica testimonianza risalente al 783 questo luogo di culto era già appellato col titolo di “basilica”. Come è avvenuto per quasi tutte le chiese fiorentine e le pievi del contado, anche questo luogo sacro fu ricostruito poco dopo il Mille per volere del vescovo Ildebrando.

Ed è questa chiesa, fondata nel 1018 ma terminata solo agli esordi del XIII secolo, protagonista della visita.

Ammireremo subito la superba facciata, una delle poche – a Firenze – ad essere stata costruita contestualmente ai lavori della chiesa stessa e racconteremo i caratteri tipici del romanico toscano, evidenti anche nell’uso di marmi bicromi (bianco di Carrara – verde di Prato) che diventeranno caratteristici di molti tra i più importanti monumenti fiorentini.

Ancora incantati dalla scansione armonica e regolare del prospetto, con quei suoi disegni desunti dal mondo classico e islamico, entreremo all’interno, dove verremo accolti da un impianto basilicale a tre navate con cripta e presbiterio rialzato.

La forte spiritualità del luogo, cui concorre la penombra, ci accompagnerà a scoprire lo straordinario tappeto marmoreo centrale che mostra un intricato ricamo di arabeschi geometrici e di favolose figure, tratte forse da esotici bestiari. Compiuto nel 1207 (data presente nel primo riquadro, insieme al nome del committente, Giuseppe poeta e giudice), esso ospita nel terzo riquadro un meraviglioso zodiaco, simbolo dell’armonia del cosmo, con al centro l’immagine stilizzata del sole.

Il mosaico pavimentale ci condurrà all’edicola quattrocentesca realizzata, secondo le ipotesi più recenti, dai Rossellino e Luca della Robbia e finanziata dai Medici: inizialmente essa doveva custodire il miracoloso Crocifisso legato alla figura di Giovanni Gualberto; oggi invece ospita una composita tavola di Agnolo Gaddi raffigurante lo stesso San Giovanni Gualberto insieme a San Miniato.

Alla sinistra del Tempietto scopriremo un altro mirabile gioiello del Quattrocento: la Cappella del Cardinale del Portogallo, dove lavorarono di concerto Antonio Manetti Ciaccheri, allievo del Brunelleschi, Antonio e Bernardo Rossellino, Luca della Robbia e Alesso Baldovinetti.

Con ancora negli occhi la bellezza del Rinascimento, saliremo nel presbiterio e ci delizieremo dei superbi mosaici del catino absidale, della recinzione marmorea e del bell’ambone duecentesco. E dopo una sosta nella Sagrestia, dove Spinello Aretino lasciò alla fine del Trecento un raro ciclo di affreschi dedicati a San Benedetto, andremo a concludere nell’ombrosa cripta dinanzi alle reliquie di San Miniato, vegliate da Profeti, Evangelisti e Martiri dipinti dal giottesco Taddeo Gaddi.

Evento non in programma

Dettagli

  • Luogo di incontro: via delle Porte Sante, 34 (sagrato della chiesa) – Firenze
  • Durata della visita: 1 ora e mezzo circa
  • Target: adulti
  • Costo della visita guidata: € 12,00 incluso il sistema radio auricolare

Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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