Il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure
Dai primi granduchi all’Unità d’Italia: un viaggio nella storia della manifattura e della città di Firenze
In evidenza
Nato per volere dei Medici nel lontano 1588, l’Opificio delle Pietre Dure racconterà una grande eccellenza cittadina, il ‘commesso fiorentino’.
- I materiali e le tecniche del commesso fiorentino
- Gli antichi strumenti del mestiere
- La tecnica della scagliola
- L’Opificio, da manifattura a centro di restauro
- La visita in una storica bottega
Maggiori informazioni
Il Museo annesso all’Opificio delle Pietre Dure, oggi centro specializzato di restauro, è diretta filiazione di quella manifattura artistica, caratterizzata dalla lavorazione delle pietre dure, che fu ufficialmente fondata nel 1588 da Ferdinando I de’ Medici.
Ed è da costui difatti che prenderà avvio la visita al Museo, una visita che permetterà di raccontare la storia della città e di coloro che la governarono, i Medici, di soffermarci sul cambiamento del gusto nei vari secoli e di parlare della prestigiosa tecnica del ‘commesso fiorentino’ con la quale vennero realizzati grandi capolavori,.
Dalla prima sala dove parleremo della passione del granduca Ferdinando e del padre Cosimo per i marmi archeologici e per il porfido in particolare, procederemo con il racconto della costruzione della grandiosa cappella funeraria della famiglia Medici presso la basilica di San Lorenzo. Qui avremo modo di ammirare i pannelli di rivestimento della zoccolatura interna: realizzati dalla neonata manifattura, nonché i progetti e gli elementi decorativi non utilizzati.
Si procederà dunque con gli ultimi Medici sotto il cui granducato il ‘commesso fiorentino’ continuò a vivere un periodo particolarmente fervido: la collaborazione di pittori, scultori, orafi ed ebanisti nel fornire modelli agli specialisti delle pietre dure, rese possibile la creazione di opere di grande inventiva e di notevole qualità tecnica. L’uso di conservare copie plastiche o pittoriche dei lavori più prestigiosi destinati a sedi lontane da Firenze, inviati spesso come doni diplomatici, ci permette oggi di avere una vasta panoramica delle lavorazioni del tempo; lavorazioni che continuarono ad incrementare anche dopo l’estinzione della famiglia Medici, come è ben narrato al piano superiore del Museo.
Fu solo con la fine del granducato di Toscana, nel 1859, e con il venire meno della secolare committenza, che per l’Opificio ebbe inizio un periodo particolarmente difficile e di inevitabile decadenza: nonostante i tentativi di adeguamento della produzione alle esigenze del mercato, di cui sono esposti alcuni esempi nell’ultima sala, verso la fine del XIX secolo la situazione economica indusse a cercare nuovi sbocchi. Ed ecco che l’Opificio cominciò a occuparsi di restauro.
Date disponibili
- sabato 25 aprile 2026, ore 10.45 ∷ In loco ∷ Museo gratuito
Dettagli dell’attività riservata ai soci
- Durata della visita: circa 1 ora e mezzo circa
- Ritrovo: 15 minuti prima, in via Alfani 78
- Contributo per l’attività: € 15,00
- Pagamento: in loco, il giorno dell’attività
Il contributo comprende:
- Conduzione da parte di una guida turistica abilitata
- Utilizzo del sistema radio auricolare, ove previsto
- Tessera e bollino abstrART, che permettono l’accumulo di bonus per ottenere una visita guidata gratuita a scelta
Non è incluso nel contributo:
- Biglietto di ingresso al museo: gratuito in occasione del 25 aprile
Come partecipare:
Per partecipare alle attività è necessario essere soci dell’associazione.
Diventare soci è semplice: trovi tutte le indicazioni sulla pagina DIVENTA SOCIO.
Note importanti
Prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti disponibili
L’attività sarà avviata al raggiungimento di un numero minimo di 8 partecipanti
Le date, gli orari e i costi di bigliettazione potranno subire variazioni non dipendenti dall’associazione