Il Museo Nazionale del Bargello

L’antico palazzo del podestà da carcere a sede del Museo Nazionale del Bargello

Museo Nazionale del Bargello

In evidenza

L’antico palazzo medievale, che permetterà di raccontare la storia di Firenze a partire dall’epoca comunale, accoglie oggi grandi capolavori di scultura rinascimentale e preziose collezioni di “arti minori”.

  • I capolavori di Donatello e Michelangelo
  • Le formelle di Brunelleschi e Ghiberti realizzate per il Battistero
  • La cappella della Maddalena, con il celebre ritratto di Dante Alighieri
  • Le collezioni di oreficeria ed avori
  • Il Verone e gli animali in bronzo del Giambologna

Maggiori informazioni

Alla metà del XIII secolo, precedendo di quasi cinquant’anni la realizzazione del palazzo della Signoria, si dette inizio alla costruzione del Bargello. La sua nascita fu strettamente legata alla storia della Firenze comunale: la necessità di un governo retto da un Podestà forestiero portò all’edificazione di una nuova struttura che fosse destinata a sua residenza.

La visita prenderà avvio nel cortile dove racconteremo la lunga storia dell’edificio e delle sue trasformazioni nei secoli, a cominciare dalla seconda metà del Cinquecento quando, sotto il governo di Cosimo I dei Medici, il palazzo divenne a tutti gli effetti sede del carcere fiorentino, residenza del capo delle Guardie o di Piazza (Bargello), che provvedeva agli arresti, agli interrogatori e, talvolta,  ad eseguire al suo interno le condanne capitali.

Qui ammireremo i diversi scudi dei Podestà che si susseguirono nella carica, lasciandone memoria e, sotto il portico, le insegne dei quartieri e dei distretti della città; ma ammireremo anche alcuni gruppi scultorei che vi vennero collocati quando, nell’epoca di Firenze capitale, si scelse di trasformare il palazzo in una prestigiosa sede museale. Scopriremo così la Fontana della Sala grande di Bartolomeo Ammannati, un tempo destinata al Salone dei Cinquecento in palazzo Vecchio; il potente Oceano dello scultore Giambologna; il Pescatorello dello scultore napoletano Vincenzo Gemito o, ancora, lo straordinario Cannone di San Paolo fuso nella prima metà del Seicento da Cosimo Cenni.

Tornati nel cortile, la scala all’aperto ci condurrà al Verone dove ci stupiremo nell’ammirare gli animali in bronzo che, eseguiti dalle abili mani del Giambologna e dell’Ammannati, erano un tempo collocati nella grotta del giardino della villa medicea di Castello.

Si proseguirà alla volta del Salone di Donatello che accoglie, oltre alle opere dell’artista cui è intitolata la sala, tra cui il San Giorgio da Orsanmichele e l’elegante David bronzeo dalla dimora dei Medici di via Larga, le terracotte invetriate di Luca della Robbia e le formelle con il Sacrificio di Isacco eseguite dal Ghiberti e dal Brunelleschi per il noto concorso fiorentino del 1401.

Da qui andremo alla scoperta della raccolta Carrand, quella superba collezione di epoche e tradizioni diverse, comprendente avori, oreficerie, smalti, metalli e tanto altro, che il collezionista francese donò al neonato museo nel 1889.

Entrando nella Cappella della Maddalena, il luogo dove sostavano i condannati a morte prima di iniziare il loro cammino verso il patibolo, affrescata dalla bottega di Giotto intorno al 1340, potremo ammirare il discusso crocefisso michelangiolesco. Saliremo poi al secondo piano del palazzo, dove trovano collocazione capolavori di terracotta invetriata, bronzetti, armi, armature e busti dei più importanti personaggi della Firenze del Quattrocento, immortalati dalle abili mani di Mino da Fiesole e Benedetto da Maiano.

Ritorneremo nel cortile per entrare nella cosiddetta Sala di Michelangelo che ospita oltre alle opere del divino maestro, come il Bacco, il Tondo Pitti, il David/Apollo e il Bruto, sculture dei più importanti maestri del Cinquecento, da Jacopo Sansovino a Benvenuto Cellini, da Giovan Francesco Rustici a Giambologna. A salutarci, prima dell’uscita, il sensuale ritratto di Costanza Bonarelli, scolpita nel marmo dalla mano del suo amante, Gian Lorenzo Bernini.

Date disponibili

  • domenica 27 dicembre 2020, ore 15.30 ∷ In loco

Dettagli

  • Luogo d’incontro: via del Proconsolo, 4 – Firenze
  • Durata della visita: 2 ore circa
  • Target: Adulti
  • Costo della visita guidata: € 12,00 incluso il sistema radio auricolare qualora previsto. È escluso il biglietto di ingresso al museo € 8,00 intero (totale visita guidata + biglietto di ingresso = € 20,00)

Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

Ci incontriamo qui

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