L’arte del Seicento a Firenze

Un ciclo di cinque incontri per raccontare il barocco fiorentino.

Giovanni da San Giovanni, Madonna in gloria

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Un ciclo di cinque incontri per raccontare, sullo sfondo della sfarzosa committenza medicea, la Firenze del primo XVII secolo e la nascita di un nuovo linguaggio artistico. 

  • Il racconto della storia di Firenze tra Cinque e Seicento 
  • Il linguaggio artistico tra Controriforma e Barocco  
  • La fastosa committenza medicea 
  • Un viaggio tra chiese, musei, ville e residenze private 
  • La scoperta di pittori, scultori e architetti meno noti  

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Un corso per raccontare la vita intellettuale e artistica, straordinariamente complessa e ricca, della Firenze seicentesca. Una Firenze retta dalla famiglia Medici. E infatti per indagare a fondo questo periodo storico, non si potrà prescindere dal delineare le figure dei granduchi e la loro straordinaria modernità. Essi infatti non solo crearono le basi per il futuro sviluppo delle scienze moderne, fondando ad esempio l’Accademia del Cimento, ma si imposero in Europa per le loro raffinate scelte artistiche e furono committenti decisamente all’avanguardia.

Nella prima lezioneFirenze tra Cinque e Seicento: arti a dialogo alla corte dei Medici” si inizierà a raccontare quella trasformazione nel campo delle arti, dovuta essenzialmente all’adeguamento ai nuovi canoni della Controriforma, che sarà fondamentale per l’affermarsi della nuova corrente figurativa seicentesca. Conosceremo così artisti quali Alessandro Allori, erede e allievo del noto Bronzino e Santi di Tito, riconosciuto oggi dalla critica come il più importante promotore dei cambiamenti che sopravvennero negli ultimi venti anni del XVI secolo. Parleremo di Domenico Cresti detto il Passignano e di Ludovico Cardi detto il Cigoli, quei due fiorentini che, a Roma all’inizio del Seicento, si fronteggiarono con Caravaggio in una gara per ottenere la commissione di un Ecce homo destinato alla collezione del cardinale Massimo Massimi.

Ci inoltreremo poi, nella seconda lezione, nel vivo del Seicento fiorentino. A traghettarci saranno due pittori: il primo, tanto colto e arguto quanto schietto e incurante delle regole, Giovanni Mannozzi detto Giovanni da San Giovanni e il secondo, profondamente amante dell’antico ma perfettamente aggiornato sui nuovi linguaggi d’inizio secolo, Francesco Furini.

Con gli occhi pieni di bizzarrie, inquietudini, sensualità e devozione ci immergeremo poi, con la terza lezione, nella grande decorazione murale e nelle più importanti committenze private dell’epoca: viaggeremo tra la Galleria di Casa Buonarroti e il Poggio Imperiale, tra la villa della Quiete e Palazzo Pitti e scopriremo il volto di una Firenze moderna e aperta. Una città che vide il ritorno di uno dei più grandi scienziati della storia, Galileo Galilei, che ospitò artisti provenienti da tutta Europa, da Artemisia Gentileschi a Filippo Napoletano, da Rubens a Callot e che promosse la nascita di un nuovo genere musicale, il melodramma.

Con la quarta lezione impareremo a conoscere Baldassarre Franceschini detto il Volterrano, il più importante rappresentante della cosiddetta cultura barocca fiorentina.  Fu difatti quest’artista che, partendo dall’ariosa pittura stesa da Pietro da Cortona sui soffitti delle Sale dei Pianeti di Pitti, introdusse in città uno stile sontuoso e spettacolare, con quel forte illusionismo prospettico che caratterizzerà poi la seconda metà del Seicento.

Con Giambologna, la sua nutrita bottega da cui uscirono artisti del calibro di Pietro Tacca e Antonio e Giovan Francesco Susini, andremo a chiudere la prima metà di questo straordinario secolo nella quinta lezione. Questo e tanto altro in un corso che vuole riscoprire la complessità e la varietà di linguaggi di un periodo troppo spesso dimenticato.

 

Struttura del corso

  1. Firenze tra Cinque e Seicento: arti a dialogo alla corte dei Medici
  2. Estro, inquietudine e devozione nell’arte di Giovanni da San Giovanni e di Francesco Furini
  3. I protagonisti della grande decorazione murale del primo XVII secolo
  4. Baldassarre Franceschini detto il Volterrano e l’affermarsi di un nuovo gusto
  5. Giambologna, la sua bottega e gli scultori di primo Seicento

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