Il più prezioso dei doni

Ogni anno, il 18 febbraio, Firenze celebra Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, ultima discendente del casato fiorentino. La sua più grande eredità è il Patto di famiglia, l’atto che redasse nel 1737 per obbligare i Lorena, nuova dinastia designata al trono di Toscana, a mantenere nel Granducato le ricche collezioni medicee “per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri”. Dimostrò così di essere un’antesignana della tutela del patrimonio culturale! Per apprezzare ancora di più questa bellissima figura, ecco qualche curiosità sulla sua vita.

Un’infanzia non facile

Era nata ll’11 agosto 1667, seconda dei tre figli dell’ultimo granduca mediceo, Cosimo III, e della principessa francese Marguerite Louise d’Orléans, cugina del re Sole Luigi XIV. Prese il nome dalla Grande Mademoiselle Anne Marie-Louise d’Orléans, sorellastra della madre, che la tenne a battesimo insieme al prozio cardinale Leopoldo de’ Medici. Ma i continui scontri tra i genitori, troppo bigotto Cosimo e troppo libertina Marguerite Louise, portarono alla decisione della madre di abbandonare il marito e i figli e di lasciare la provinciale Firenze, preferendo piuttosto vivere reclusa nel convento benedettino di Montmartre. La piccola Anna Maria Luisa, che aveva solo otto anni, venne allora allevata nella Villa del Poggio Imperiale dalla nonna Vittoria della Rovere.

Elettrice Palatina

Trovarle marito non fu impresa facile. Dopo il fallimento delle trattative avviate con le corti europee di Spagna, Inghilterra, Francia, Portogallo, con i Savoia a Torino e gli Este a Modena, solamente nel 1691 si riuscì a concludere un accordo con il principe tedesco Johann Wilhelm von Pfalz-Neuburg, rimasto vedovo della prima moglie. Il matrimonio fu molto felice e le consentì di fregiarsi del titolo di Elettrice Palatina poiché il marito era tra i principi elettori dell’imperatore del Sacro Romano Impero.

Una donna di straordinaria cultura

La sua educazione era stata molto curata: conosceva il latino e parlava molte lingue e la sua grande passione per l’arte, l’architettura e la musica la trasformarono in una raffinata collezionista e in una generosa mecenate. Amava soprattutto i gioielli, le porcellane e gli argenti, che esibiva in gran numero nei suoi gabinetti privati. Ebbe interessi variegati e curiosi: tra le carte e i documenti conservati all’Archivio di Stato di Firenze a lei riferibili compare anche un manoscritto con ricette chimiche, medicinali e culinarie.

Trame matrimoniali

Fu lei a scegliere la sposa per suo fratello minore, Gian Gastone, nel quale risiedevano le uniche speranze per una discendenza medicea. Nel 1697 a Düsseldorf venne celebrato il matrimonio tra il giovane rampollo fiorentino e la nobildonna tedesca Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg, cognata di Anna Maria Luisa. Mai scelta si dimostrò più infelice, e le inconciliabili differenze di carattere e di gusto tra i due sposi (non ultima la repulsione per l’Italia della sposa) obbligarono Gian Gastone a fare ritorno definitivo dalla Boemia a Palazzo Pitti nel 1708, senza essere accompagnato dalla moglie.

Granduchessa mancata

Avrebbe potuto salire sul trono fiorentino, se non fosse stato per la ferma opposizione dell’Impero. Morto il primogenito Ferdinando a causa della sifilide e fallito il matrimonio del terzogenito, Cosimo III si adoperò infatti per legittimare la successione per linea femminile al trono del Granducato. Il 26 novembre 1713 il Senato fiorentino confermò – inutilmente – l’atto con cui Cosimo III aveva nominato erede al trono la figlia adorata.

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Il ritorno a Firenze

Alla morte del marito nel 1716 Anna Maria Luisa lasciò la corte di Düsseldorf per rientrare a Firenze, dove ebbe più volte a scontrarsi con la cognata Violante Beatrice di Baviera, vedova del Gran Principe Ferdinando. Elesse a sua dimora di predilezione Villa della Quiete, in cui amava rifugiarsi in occasione di villeggiature e per allontanarsi dagli affanni quotidiani. Per la sua nuova residenza procedette all’ampliamento delle strutture esistenti, alla decorazione ad affresco delle sale dell’appartamento posto al piano terreno e fece realizzare un bellissimo giardino, avvalendosi della consulenza dei giardinieri di Boboli.

Gli ultimi anni e la celebrazione della famiglia

Durante gli anni di regno di Gian Gastone si ritirò sempre più a vita privata e, alla morte del fratello, divenuta ormai l’ultima discendente della famiglia, si dedicò con incredibile determinazione alla celebrazione del suo casato. Il profondo desiderio di salvaguardare il patrimonio e la memoria di casa Medici non si esaurì nella stesura del Patto di famiglia: diede anche avvio al restauro, alla decorazione e al completamento della Basilica di San Lorenzo e, in particolare, della Cappella dei Principi.