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La via dei condannati
Domenica 22 aprile_ dalle ore 16,00 alle ore 17,30

Delitti e castighi tra storia, leggende e credenze popolari

Un viaggio nella Firenze nera per raccontarne la “giustizia” e i suoi metodi di applicazione

La via dei condannati – Un itinerario volto a ricostruire il tragitto che i condannati a morte effettuavano in città per raggiungere il luogo dell’esecuzione posto nel “pratello” fuori la porta alla Croce. Tra leggende e credenze popolari, racconteremo la storia di processi, condanne e assoluzioni.


Itinerario

Un viaggio nella Firenze nera, nella Firenze dei delitti, delle pene, delle torture e delle impiccagioni. Un viaggio che prenderà avvio da uno dei fatti più noti della storia avvenuto nel lontano 1501 nella piccola piazza degli Alberighi, nei pressi della Torre della Pagliazza: fu in questo luogo che Antonio Rinaldeschi, preso dall’ira per aver perso al gioco d’azzardo, raccolto dello sterco da terra, osò profanare un’immagine sacra della Madonna. Colto sul fatto, l’uomo venne imprigionato e poi “Inpiccato alle finestre del Potestà all’ore 2 di notte, 22 luglio.

La condanna del Rinaldeschi sarà dunque pretesto per raccontare della “giustizia” della Firenze antica, dei suoi metodi di applicazione, della tortura quale strumento di interrogatorio, dei luoghi di pena capitale e delle famose “cerche”: quando la sentenza lo prevedeva, infatti, i condannati dovevano effettuare una sorta di via crucis per la città, incatenati sul carro del boia, spesso destinati ad essere, lungo la via, torturati e mutilati con l’aggravante del popolo irridente che partecipava e contribuiva, a suo modo, allo “spettacolo” e al supplizio. Ma in realtà le “cerche” o “gite” come venivano chiamate, erano anche concepite come un percorso di redenzione, di purificazione e di commiato dalla città e per questo erano assimilabili a vere e proprie processioni, delle quali facevano parte i condannati, il boia, le guardie e i confratelli della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio che avevano il compito di assistere gli afflitti fino all’ultimo momento. Lungo il percorso che li avrebbe condotti al luogo dell’esecuzione – fino al 1531 il “pratello” fuori l’antica Porta della Giustizia (vicino alla Torre della Zecca) -, i condannati si sarebbero ripuliti dei loro peccati e sarebbero così andati incontro a una “buona morte”, ricongiungendosi a Dio anche attraverso la penitenza fisica.

Quando non erano previsti, dalle sentenze, particolari aggravamenti delle pene, l’usuale percorso del condannato a morte muoveva dunque dal Bargello passando davanti alla Badia fiorentina. Qui, da una finestrella posta sulla porta della chiesa, un monaco benediva il condannato che proseguiva il suo cammino fino al Canto delle Stinche, dove, davanti a un tabernacolo raffigurante un’immagine sacra, il reo faceva una prima tappa a pregare.

Di qui, costeggiando l’antico e scomparso carcere delle Stinche, si procedeva verso piazza Santa Croce per prendere via dei Malcontenti dove si sostava nuovamente a pregare davanti un tabernacolo raffigurante la Madonna col Bambino in maestà tra i santi Giovanni e Pietro, tutt’oggi esistente. Era questa l’ultima fermata permessa e l’ultima possibilità per il condannato di fare penitenza, perché dopo pochi metri si arrivava al patibolo.    

Se la “gita” del condannato terminava alla fine della via, fuori dalle mura della città, la nostra passeggiata concluderà invece alle Murate, quell’antico monastero femminile che, nella seconda metà dell’Ottocento, divenne carcere fiorentino, prima della costruzione del noto complesso di Sollicciano.

Luogo d’incontro: Piazza Sant’Elisabetta (davanti alla Torre della Pagliazza)
Target: Adulti
Costo: € 10,00


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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