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Storie di grandi amori e arditi tradimenti

L’amore e l’arguzia raccontati attraverso le magistrali penne di Giovanni Boccaccio e Niccolò Machiavelli

Le città di Firenze, più d’inganni piena che d’amore o di fede, teatro di rocambolesche passioni


Mercoledì 14 febbraio _ dalle ore 18,00 alle ore 19,30

Per le strade di Firenze, tra beffe e burle tra le più curiose, andremo a raccontare le storie di appassionati innamoramenti e arditi tradimenti. Una visita dedicata al tema dell’Amore, svelato attraverso le parole di grandi poeti e letterati del passato, quali Giovanni Boccaccio e Niccolò Machiavelli.  

Tappe della visita
L’amore è il motore che muove il mondo. E, in quanto tale, è il tema prediletto di poeti, letterati e cantastorie di ogni epoca e di ogni dove.
L’amore nobile, l’amore tradito, l’amore beffato, l’amore perduto, l’amore felice e l’amore rimpianto: una serata dedicata alla passione in tutte le sue sfaccettature, raccontata attraverso le novelle del Boccaccio e un classico della drammaturgia italiana del Machiavelli.
A condurci nell’atmosfera in cui ci caleremo, sarà un celeberrimo “gentiluomo, chiamato Nastagio degli Onesti, che, dopo la morte del padre e dello zio, rimase con infinite ricchezze. Egli, come avveniva per i giovani, non avendo moglie, si innamorò di una figlia di messer Paolo Traversaro, molto più nobile di lui, sperando con le sue opere di spingerla ad amarlo”.
Per conquistare le sue grazie Nastagio si spese in feste continue, dilapidando il suo patrimonio e soffrendo profondamente per i continui rifiuti dell’amata.
La condizione di Nastagio andò sempre più peggiorando tanto che gli amici, vedendolo sofferente, lo convinsero ad andare altrove per cercare di dimenticare quella crudele donna. Trasferitosi in “un luogo a circa tre miglia da Ravenna, che si chiamava Chiassi”, una mattina, passeggiando in pineta, gli capitò di assistere a una scena terribile. “Vide venire, correndo attraverso un boschetto fitto di alberelli, una bellissima giovane nuda, scapigliata e tutta graffiata dagli sterpi, la quale piangeva e gridava. Ai suoi fianchi la inseguivano due grandi e feroci mastini, che spesso crudelmente la mordevano; dietro di lei veniva, su un cavallo nero, un cavaliere, col viso cupo, con una spada in mano, che la minacciava di morte con parole spaventose. Nastagio, provando nello stesso tempo meraviglia e spavento, ma, soprattutto, compassione per la sventurata donna, desiderò, se gli fosse possibile, di aiutarla. Non avendo armi, prese un ramo, come se fosse un bastone, per andare contro i cani e contro il cavaliere. Ma il cavaliere, come vide ciò, gli gridò da lontano ‘Nastagio, non ti impicciare, lascia fare ai cani e a me quello che questa donna malvagia ha meritato.
Frattanto i cani avevano fermato la donna e il cavaliere era smontato da cavallo. Nastagio, sorpreso, gli chiese come mai lo conoscesse (…). Il cavaliere rispose che proveniva da Ravenna, dove era vissuto quando Nastagio era ancora bambino, e si chiamava messer Guido degli Anastagi, innamorato di una donna, molto più di quanto lo era Nastagio della donna dei Traversari, che per la sua superbia e crudeltà causò la sua rovina. Egli, disperato, con la spada che aveva in mano si uccise e fu condannato alle pene eterne. Poco dopo la morte di lui, per la quale aveva molto gioito, la donna morì, senza essersi pentita della sua crudeltà e della gioia provata per le sofferenze causate allo sventurato Guido, non pensando di aver commesso alcun peccato. Anch’ella fu condannata alle pene dell’Inferno. Come scese nell’Inferno fu data come pena a lei di fuggire davanti a lui e a lui, che tanto l’aveva amata, di inseguirla come mortale nemica e non come donna amata”.
Tutto ciò avveniva in quel luogo ogni venerdì alla stessa ora. E allora a Nastagio venne l’idea. Tornato dai suoi familiari, disse loro di invitare per il venerdì successivo messer Paolo Traversari, la moglie, la figlia e tutte le donne della famiglia.
Fece imbandire, in quella pineta dov’era avvenuta la terribile caccia, uno splendido banchetto e fece accomodare i suoi ospiti. Quando si giunse all’ultima portata, si cominciarono a udire le urla disperate della giovane inseguita. Tutti, sgomenti e sbigottiti, si alzarono in piedi per meglio assistere alla scena crudele. Molti si fecero avanti per aiutare la donna e ad essi il cavaliere parlò come aveva parlato a Nastagio, turbando tutte le donne presenti, compresa la giovane amata da Nastagio. Fu tanta la paura presa da costei che, per evitare stessa sorte della povera condannata, pentendosi del suo pessimo comportamento passato, decise finalmente di accondiscendere alle nozze con Nastagio. Anzi, “quella paura fece sì che tutte le donne di Ravenna (…) divenissero, da allora, più arrendevoli ai piaceri degli uomini, di quanto non lo fossero state prima”.

Luogo d’incontro: piazza Santa Trinita
Target: Adulti
Costo: € 10,00


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili. Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica. Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti. Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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