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Santa Felicita
Santa Felicita
Sabato 12 gennaio _ dalle ore 15,45 alle ore 17,15

Da prima basilica cristiana a chiesa medicea: Santa Felicita e i suoi capolavori

La più antica chiesa dell’Oltrarno, ai piedi di Ponte Vecchio, tra Pontormo, Vasari e i bombardamenti del 1944

Costruita da una prima comunità cristiana sulla riva dell’Arno opposta a quella della città romana e rinnovata più volte tra il Medioevo e il Settecento, la chiesa di Santa Felicita ci racconterà la storia della città di Firenze e dei suoi protagonisti, uomini di potere, intellettuali, artisti e musicisti, nei suoi diciassette secoli di vita.


Itinerario

Una visita all’antica chiesa di Santa Felicita non potrà che avere inizio dalla piccola piazza antistante, un tempo intitolata alla famiglia De Rossi, dominata al centro da una colonna che, secondo le fonti, sarebbe stata eretta sul luogo di una vittoria conseguita dalle milizie istituite da San Pietro Martire da Verona per combattere gli eretici patarini, nel lontano XIII secolo.

Il luogo dove sorge la piazzetta, la colonna e la chiesa stessa era occupato un tempo da un antico sepolcreto cristiano: nel 1736, durante una prima campagna di scavi, furono portate alla luce diverse lapidi ed iscrizioni, ancora oggi murate del cortile della canonica, da cui si è dedotto che il cimitero dovesse esistere sin dai primi secoli della Chiesa, trovandosi lì menzionata una fanciulla di tre anni, morta nell’anno 417.
Ma la struttura antica della chiesa, di età paleocristiana, andò perduta già con la caduta dell’Impero Romano; le costruzioni fuori mura, come Santa Felicita, rimasero facili vittime degli assedi e delle devastazioni dei popoli stranieri.
Ricostruita una prima volta all’inizio dell’anno Mille e una seconda alla metà del Trecento, la chiesa vide nel corso dei secoli successivi tutta una serie di interventi che ne modificarono profondamente l’aspetto. Primo tra tutti, la costruzione del Corridoio Vasariano che, nella sua corsa da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti, nuova residenza dei Medici, si andò ad appoggiare alla facciata della chiesa, creando un ampio portico a tre campate sottostante.

Dopo aver ammirato le due tombe presenti sotto il loggiato, quella dedicata ad Arcangiola Paladini (1599-1622) pittrice ed organista molto amata dalla granduchessa Maria Maddalena d’Austria e, a destra, il Sepolcro del cardinale Luigi de Rossi, membro della casata al potere e protagonista del celeberrimo Ritratto di Leone X di Raffaello conservato agli Uffizi, si entrerà all’interno di Santa Felicita. Ferdinando Ruggieri, l’artefice del rinnovamento settecentesco della chiesa, ridotta ad un’unica navata con cappelle laterali, volle fare omaggio alla tradizione fiorentina quattrocentesca, creando, nel gioco dell’intonaco bianco e della pietra serena, un ambiente similare alle superbe basiliche brunelleschiane.

Una volta all’interno, la visita procederà con la Cappella Barbadori Capponi, decorata allo scadere degli anni venti del Cinquecento, dal Pontormo con la collaborazione del giovane Bronzino: un piccolo ambiente che, con la sua Annunciazione, i suoi Evangelisti nei pennacchi e la straordinaria tavola con La Deposizione del corpo di Cristo, è divenuta esempio paradigmatico della cosiddetta ‘Maniera moderna’.

Si procederà con la Cappella Canigiani, voluta quale pendant della precedente e affrescata alle pareti con il Miracolo di Santa Maria della Neve di Bernardino Poccetti e nella volta con la Santissima Trinità del settecentesco Gherardini.

Si avanzerà tra le varie cappelle della navata che ospitano opere pregevoli come il Martirio dei Maccabei di Antonio Ciseri (1863), recentemente restaurato ed esposto a Palazzo Strozzi, e si entrerà infine nella zona absidale, normalmente non accessibile. Qui si avrà l’occasione di ammirare le cappelle dei bracci del transetto e di osservare da vicino la cappella maggiore, patronato della famiglia Guicciardini, superbamente affrescata nella sua volta riquadrata.

La visita concluderà in due ambienti davvero unici: la Sagrestia, ispirata in piccolo al modello della Cappella Pazzi di Santa Croce, che conserva al suo interno opere d’arte di grandi maestri, dal giottesco Taddeo Gaddi a Luca della Robbia, e, infine, la Sala Capitolare, unico luogo rimasto integro della chiesa medievale, decorato alle pareti da Niccolò di Pietro Gerini.

Luogo d’incontro: Piazza Santa Felicita
Target: Adulti
Costo: € 10,00 con ingresso libero


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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