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Domenico Ghirlandaio, Cappella Sassetti
Domenico Ghirlandaio, Cappella Sassetti
Domenica 19 maggio _ dalle ore 16,00 alle ore 17,30

Dal Medioevo al tardo Rinascimento: la basilica dei vallombrosani si racconta

La Cappella Sassetti di Domenico del Ghirlandaio, uno dei più importanti cicli pittorici del XV secolo

Nel luogo dove un tempo correvano le antiche mura della città gigliata, si apre, a interrompere l’elegante via Tornabuoni, uno degli spazi urbanistici più defilati del centro storico fiorentino eppure uno tra i più importanti della storia: piazza Santa Trinita.


Dominata al centro dalla svelta colonna archeologica di granito orientale, eretta da Cosimo I dei Medici nel lontano settembre del 1563, oggi in restauro, la piazza ci offrirà l’occasione di scoprire, tra curiosità e leggende, le vicende di alcune delle più influenti famiglie fiorentine e di raccontare l’evoluzione del gusto architettonico attraverso i maestosi palazzi che vi si affacciano. Ammireremo così la facciata del palazzo Bartolini-Salimbeni, primo esempio di architettura civile del Cinquecento, progettato dallo scultore e architetto fiorentino Baccio d’Agnolo. Ci stupiranno le scritte su quel prospetto, quella sopra il portone d’ingresso “Carpere promptius quam imitari” (“E’ più facile criticare che imitare”) dettata dall’architetto stesso in risposta alle critiche mossegli per la singolarità dell’edificio; quelle sulle finestre del secondo e terzo piano, “Per non dormire”, che, riferibili a una curiosa vicenda legata all’originario proprietario del palazzo, il mercante di seta Bartolini, vennero fatte proprie, molto tempo dopo, da Gabriele D’Annunzio.
Scopriremo poi il duecentesco palazzo Buondelmonti, la cui facciata venne riprogettata intorno al 1530 da quello stesso Baccio d’Agnolo sopra citato. Ma il palazzo, che ospitò l’Ariosto in suo viaggio a Firenze all’inizio del XVI secolo e, tre secoli più tardi, il Gabinetto Vieusseux, ci fornirà lo spunto per raccontare di Buondelmonte Buondelmonti, il personaggio più noto della famiglia, colui che, abbandonando sull’altare la futura sposa della casa Amidei, sarebbe stato causa della nascita dei futuri scontri tra guelfi e ghibellini.
A finire volgeremo la nostra attenzione sul maestoso e merlato palazzo Spini Feroni, edificio appartenuto alla famiglia Spini fin dalla metà del 1200, più volte nei secoli ristrutturato e modificato, fino ad assumere l’aspetto fortificato attuale soltanto nell’Ottocento.
All’epoca della sua costruzione, era il più grande tra i palazzi di Firenze, l’unico a poter competere con palazzo Vecchio, che venne realizzato in quegli stessi anni.
E dalla piazza la visita procederà all’interno della Basilica di Santa Trinita, edificio di culto vallombrosano da più di nove secoli che vide all’opera, in ogni sua epoca, le maestranze più importanti e gli artisti più illustri. Ripercorreremo la sua storia dalle origini, nel lontano XI secolo, fino a tempi più recenti, ai grandi restauri ottocenteschi: racconteremo della piccola chiesa di Santa Maria dello Spasimo, sobrio edificio romanico che doveva riflettere l’austerità dell’ordine, fondato intorno alla metà del Mille; parleremo del suo primo ingrandimento ammirando ciò che di quello rimane nella controfacciata; osserveremo le alte volte a crociera e gli snelli pilastri a dividere la chiesa in tre navate che ci paleseranno la lettura tutta fiorentina della grande cultura gotica; parleremo del grande rinnovamento in epoca controriformata, fortemente voluto da Cosimo I dei Medici e che vide all’opera un maestro geniale come Bernardo Buontalenti.
E poi ci dedicheremo a scoprire grandi cicli pittorici che sapranno sorprenderci. Da quello dedicato alle Storie della Vergine, eseguito da Lorenzo Monaco nel primo Quattrocento per la famiglia Bartolini Salimbeni e miracolosamente risparmiato dai rimaneggiamenti cinque-seicenteschi, a quello, ben più noto, di Domenico Ghirlandaio per la famiglia Sassetti che porta la data 25 dicembre 1585. Un ciclo, quest’ultimo, che saprà coinvolgerci per la sua raffinata eleganza, per la sua qualità compositiva e cromatica e per la sua nitida rappresentazione della società quattrocentesca fiorentina, quella società fatti di mercanti e di banchieri ma anche di grandi intellettuali.
E, ancora, ci lasceremo sorprendere dalla Tomba di Benozzo Federighi realizzata in marmo e terracotta invetriata da Luca della Robbia alla metà del XV secolo e proveniente dalla chiesa di San Pancrazio; dalla bella Maddalena di Desiderio da Settignano o dalla Sepoltura di Giuliano Davanzati (m. 1444), opera tra le più curiose essendo essa composta da un sarcofago romano del Buon Pastore del III secolo d.C. (uno dei pochi reperti lapidei dell’età paleocristiana a Firenze) e dalla figura giacente del defunto sul sarcofago realizzata da Bernardo Rossellino.

Luogo d’incontro: Piazza Santa Trinita
Target: Adulti
Costo: € 10,00 con ingresso libero


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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