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Galleria degli Uffizi, sale del Cinquecento
Le Rampe

Le nuove sale degli Uffizi: il ‘500 e il ‘600

Da Tiziano a Caravaggio: un viaggio nei secoli d’oro della pittura italiana


In evidenza

Una visita alla scoperta delle nuove sale della Galleria degli Uffizi dedicate alla pittura tra il XVI e XVII secolo. Attraverso le opere dei più grandi maestri, Bronzino, Giorgione, Tiziano, Veronese, Annibale Carracci e Caravaggio, viaggeremo in varie città d’Italia, raccontando i cambiamenti, le profonde trasformazioni, i contrasti e le riforme, artistiche e sociali, di quel tempo.

  • Scoperta delle vicende storiche, artistiche e sociali dell’Italia del Cinque e del Seicento, attraverso il collezionismo dei Medici e gli artisti da questi scelti 
  • Nuovo allestimento di svariate sale al primo piano della Galleria degli Uffizi 
  • Ritratti dei Medici di Agnolo Bronzino 
  • La Venere di Urbino di Tiziano  
  • Dipinti di Giorgione, Veronese e Tintoretto tornati in esposizione dopo molti decenni 
  • Medusa, Bacco e Sacrificio di Isacco di Caravaggio 
  • Giuditta e Oloferne di Artemisia Gentileschi

Maggiori informazioni

Nel maggio 2019 la Galleria degli Uffizi inaugurava, al primo piano, una nuova e ampia sezione dedicata al Cinquecento e, nello specifico, ai capolavori veneti e fiorentini della collezione medicea. Qualche mese prima, la stessa Galleria presentava, con un nuovo allestimento, le sale dedicate a Caravaggio e alla pittura seicentesca, collocate sempre al primo piano, nell’ala, questa volta, di Levante.

La visita che proponiamo unisce queste due sezioni in un racconto continuo che, prendendo avvio a Firenze negli anni Trenta del Cinquecento e dipanandosi nelle più importanti città e corti d’Italia, ci condurrà alla scoperta o riscoperta di maestri d’eccezione. 

La narrazione avrà inizio nella città gigliata del primo Ducato, quando, salito al potere Cosimo I de’ Medici (1537), emerse, tra i tanti artisti presenti sul territorio, quell’Agnolo Bronzino che, dopo aver collaborato col maestro Pontormo in svariati incarichi – non ultimo la decorazione della Cappella Capponi in Santa Felicita –  divenne il pittore prediletto della casata. Fu proprio in qualità di ritrattista di corte che Agnolo licenziò le sue opere migliori, come ad esempio lo straordinario Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni

La lingua del maestro, le sue raffinate composizioni e le sue smaglianti cromie, nonché la capacità di introspezione psicologica che si avverte nei tanti personaggi ritratti, venne ereditata dall’allievo più capace, suo protetto, Alessandro Allori, presente in due salette poco distanti, riservate alla pittura fiorentina, di soggetto profano, nel secondo Cinquecento. 

E sempre a questo momento storico, che siamo soliti chiamare “Controriforma”, è dedicata la grande sala del Pilastro. Qui, in un ambiente che sembra richiamare le forme di una chiesa a pianta centrale, si potranno ammirare grandi pale d’altare che, pur diverse nei loro esecutori, hanno come caratteristica comune quella di mostrare una chiara leggibilità da parte del fedele e dello spettatore. Esattamente come richiedeva la chiesa dopo la chiusura del Concilio di Trento. 

Così ci stupiremo della bellissima Deposizione dalla croce, di sapore pontormesco, di Ludovico Cardi detto il Cigoli, della tela raffigurante L’onestà di Sant’Eligio di Jacopo Chimenti detto l’Empoli, ma soprattutto della splendida Madonna del Popolo di Federico Barocci, capolavoro del maestro urbinate che il granduca Pietro Leopoldo di Lorena comprò a caro prezzo per le collezioni fiorentine e che è tornata visibile dopo molti decenni.

Da Firenze ci tufferemo nella Venezia del XVI secolo, in quella città ‘impossibile’ dove si compenetravano, sempre di più in quel tempo, lusso ed eleganza, mondanità e cultura, tradizione e cosmopolitismo e dove cominciò a farsi strada una nuova interpretazione degli ideali umanistici, fondata sull’intimo rapporto tra uomo e natura, alla cui comprensione si poteva giungere solo attraverso l’esperienza diretta della realtà. 

Nelle diverse sale vedremo dialogare il Ritratto di guerriero detto “Gattamelata” di Giorgione con il Ritratto di un Cavaliere di Malta di Tiziano, la sua ben nota Venere di Urbino con la Fornarina di Sebastiano del Piombo, un’opera anche questa tornata dopo molto tempo in esposizione. 

E finalmente potremo di nuovo apprezzare i forti contrasti luministici e le gamme cromatiche scure e violente, del “più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura”, Jacopo Robusti detto il Tintoretto o le composizioni solide, monumentali e insieme ariose, mosse e fortemente teatrali, di Paolo Caliari detto il Veronese

Il viaggio nella pittura e nella storia dell’Italia tra XVI e XVII secolo continuerà diretto verso l’area padana, dove artisti del calibro di Dosso Dossi o, saltando qualche generazione, di Annibale Carracci si andavano discostando dai canoni “manieristici” per un ritorno a quella natura cui guarderà, con sempre più forza, colui che, alla scadere del Cinquecento, sarà l’artefice di una nuova e profonda rivoluzione linguistica: Michelangelo Merisi detto Caravaggio

E sarà ammirando le opere di quest’ultimo, dal Sacrificio di Isacco, alla Medusa e al Bacco, nonché di una delle poche artiste presenti in Galleria, Artemisia Gentileschi,  che racconteremo di tutte quelle trasformazioni che sfoceranno  in maniera importante, cambiando il corso degli eventi, nel XVII secolo. Ma questa sarà un’altra storia. 


Date disponibili:

  • Domenica 2 febbraio 2020, ore 15.00

Dettagli:

  • Luogo d’incontro: Piazzale degli Uffizi, all’angolo con via della Ninna (nei pressi della rampa per disabili)
  • Durata della visita: 2 ore circa
  • Target: Adulti
  • Costo: € 12,00 con ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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