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Nascita di una nazione
Nascita di una nazione
Giovedì 17 maggio dalle ore 21,00 alle ore 22,30
Giovedì 21 giugno dalle ore 21,00 alle ore 22,30

Un viaggio in un’epoca di sperimentazione e di riscoperta della propria identità

Dal trionfo dell’Arte informale ai nuovi linguaggi dell’Arte povera e dell’Arte concettuale: l’Italia si racconta

Uno straordinario viaggio tra arte, politica e società nell’Italia tra gli anni Cinquanta e il periodo della contestazione del Sessantotto attraverso le opere di artisti come Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Emilio Vedova, Piero Manzoni, Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto.


Itinerario

E’ un ventennio, quello che racconta Nascita di una Nazione, estremamente complesso, contraddittorio e vitale. E’ il ventennio di un’Italia ferita, quella del dopoguerra, di un’Italia in crescita, quella del ‘miracolo economico’, di un’Italia divisa politicamente e socialmente, di un’Italia industriale e migratoria, di un’Italia che guarda al futuro ma non al presente, di un’Italia del coraggio, del grande cinema, della televisione, di intellettuali e di locali alla moda. E’ un’Italia dalle tante facce e dalle tante voci. Ed è la pluralità di queste voci, artistiche, che la mostra racconta con eleganza, con forza e con spassionata sincerità.

L’esposizione si apre subito all’insegna del confronto: sullo sfondo di quattro videoproiezioni che ricostruiscono una breve storia visiva del nostro Paese (dall’Unità al 1968), La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio (1951-1955) di Renato Guttuso, figura chiave della cultura ufficiale degli anni Cinquanta e dell’ortodossia politica dominante del neorealismo propagandistico, dialoga e si scontra con le poetiche delle nuove avanguardie rappresentate da Giulio Turcato, Enrico Baj e Mimmo Rotella.

La mostra prosegue con l’Arte informale tra gli anni Cinquanta e Sessanta: rimarremo colpiti dal segno forte e drammatico di Emilio Vedova, dalla radicale sperimentazione sulla materia di Alberto Burri, dalle lacerazioni di Lucio Fontana o dalle alle tormentate terrecotte di Leoncillo.

Nuovi materiali nella terza sala per una nuova visione che guarda a Fontana e all’impatto dirompente dei suoi tagli, come punto di riferimento, insieme alle indagini di Piero Manzoni che scandalizza con Merda d’artista posta in dialogo con le tele centinate di Bonalumi, la superficie bianca estroflessa di Castellani e le sperimentazioni spaziali del giovane fiorentino Paolo Scheggi.

E si prosegue con una riflessione su una nuova idea di arte e immagine tra segno e soggetto, tra figura e persona, in risposta anche alle trasformazioni della società. I protagonisti sono gli emergenti Jannis Kounellis e Pino Pascali che arrivano a rigenerare il linguaggio artistico con elementi naturali e figurazioni primordiali.

Fanno da contraltare le visioni figurative iperrealiste di Domenico Gnoli e la nuova figurazione di Tano Festa, Sergio Lombardo, Renato Mambor e Giosetta Fioroni i cui lavori accompagnano alla sesta sala dedicata alla rappresentazione della bandiera come simbolo. Corteo (1968) di Franco Angeli dialoga con Compagni compagni (1968) di Mario Schifano, il riferimento più noto della nuova pittura italiana.

In questo viaggio nella storia dell’Italia e nella nascita dell’identità di nazione, non potevano mancare i grandi temi del Sessantotto, dove la pluralità delle ricerche artistiche esplode in rapporto alle vicende e alle geografie del mondo per arrivare, con la sua fertilità, sino ad oggi.

Ed è l’Italia che parla un linguaggio internazionale e che mira a divenire un punto di riferimento anche al di fuori dei suoi confini, quella che termina la mostra. E a chiuderla non poteva mancare Giuseppe Penone con Rovesciare i propri occhi (1970), un’opera che vuole forse alludere a una nazione che guarda a se stessa e alla sua storia mentre entra in un periodo di fortissimi contrasti che diventeranno presto lotta armata.

Luogo d’incontro: Piazza Strozzi (ingresso al palazzo)
Target: Adulti
Costo della visita guidata: € 20,00 (comprensivo di biglietto, prenotazione e sistema auricolare)


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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