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Cimitero degli inglesi
Cimitero degli inglesi
Venerdì 28 settembre dalle ore 16,00 alle ore 17,30

Quel luogo ricco d’incanto e dimora eterna di letterati, intellettuali, nobili, schiavi e artisti  che fu di ispirazione al pittore Arnold Böcklin

Nell’abbraccio di svelti cipressi, vicina eppur lontana dal traffico circostante, un’isola di pace e di silenzio racconta gli anni della Firenze di fine Ottocento

Il cimitero degli inglesi – Una visita a uno dei luoghi più affascinanti della città, il Cimitero degli inglesi, per scoprire un secolo cosmopolita, creativo e anticonformista come l’Ottocento. Attraverso le sepolture di personaggi illustri, artisti, intellettuali e poeti, andremo a raccontare la storia della città di Firenze negli anni in cui fu Capitale del Nuovo Regno.


Itinerario

Nel 1827 il governo granducale di Firenze, retto a questa data da Leopoldo II di Lorena,  cedette alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera un terreno fuori Porta a Pinti per edificarvi un cimitero destinato ai non cattolici. Fino a quel momento difatti, la nutrita comunità di stranieri presente in città, per lo più di orientamento protestante, era stata costretta a ricorrere, per la sepoltura dei propri cari, al Cimitero Inglese di Livorno. Ma, per ovvie ragioni, crescendo anche nel numero, essa aveva, ormai da tempo, richiesto con sollecitudine la possibilità di disporre di un luogo di sepoltura più vicino. E così accadde.

Il progetto del nuovo cimitero fu affidato a Carlo Reishammer, allora studente di architettura, che disegnò un recinto poligonale attorno a un piccolo poggio, con una disposizione irregolare delle sepolture, intervallate da essenze arboree. Al centro di quel poggio fu poi posta, nel 1858, una svelta colonna  ancor oggi esistente, donata dal re di Prussia, Federico Guglielmo IV.

La nuova conformazione del cimitero, addossato in origine alle antiche mura della città, durò tuttavia per breve tempo. Nella prospettiva della trasformazione di Firenze in Capitale del novello Regno d’Italia, infatti, la città fu oggetto di un profondo intervento di “Risanamento”: ne fu artefice l’architetto Giuseppe Poggi, il quale, su direttive specifiche, andò ad eliminare le antiche mura medioevali, per costruire al loro posto gli odierni viali di circonvallazione.

Il Cimitero degli Svizzeri, comunemente chiamato dai fiorentini degli Inglesi, si trovò così, all’improvviso, all’interno della città, con la conseguenza che non potè più essere utilizzato per le inumazioni. D’altra parte, considerato il pregio estetico della struttura nonché importanza dei defunti che vi erano già stati sepolti, si decise fortunatamente di preservarlo. E così, sebbene chiuso da cancellate, esso vive quale “isola dei morti nel bel mezzo del caotico flusso viario cittadino. E conserva, a dispetto di tutto, un fascino straordinario, con la sua forma ovale coronata da svettanti cipressi.

Sono circa millequattrocento le tombe che si trovano disseminate in maniera “disordinata” su quel poggio, molte di personaggi illustri. Come non citare la sepoltura del noto svizzero Giovan Pietro Vieusseux, fondatore di quel prestigioso Gabinetto scientifico e letterario che fu frequentato dai più illustri intellettuali del Novecento e che è ancor oggi importantissimo centro di cultura; la sepoltura del filosofo Sismondi o quella dello storico tedesco Robert Davidsohn, autore della memorabile Storia di Firenze. E come non citare, ancora, le tombe di artisti quali lo scultore statunitense Hiram Powers o quelle di grandi  letterati come la poetessa Elizabeth Barrett Browning.

Varrà anche la pena ricordare che qui fu sepolta, nel 1877, la figlia amatissima, morta a soli sei mesi, del pittore Arnold Böcklin che aveva lo studio poco lontano. Sembra anzi che il Cimitero degli Inglesi fosse servito all’artista da modello a uno dei suoi quadri più famosi, quell’Isola dei morti di cui realizzò ben cinque versioni.

Luogo d’incontro: Piazzale Donatello, 38
Target: Adulti
Costo della visita guidata: € 10,00 escluso contributo di ingresso (€ 3,00)


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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