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Certosa del Galluzzo, Firenze
Certosa del Galluzzo, Firenze
Domenica 30 settembre _ dalle ore 16,00 alle ore 17,30 (disponibilità esaurita)
Domenica 14 ottobre _ dalle ore 15,00 alle ore 16,30

Storie di vita monastica, spirituale e culturale di quel secolare monastero che sorse sul Monte Acuto all’inizio del XIV secolo

Dalle Storie della Passione del Pontormo al Sepolcro di Leonardo Buonafè di Francesco da Sangallo: un viaggio suggestivo tra fede e arte

Tra arte, storia e spiritualità: la Certosa del Galluzzo – Situata sulle colline del Galluzzo, alla sommità del Monte Acuto, la Certosa è un luogo che saprà sorprenderci per quel suo unire, con straordinaria forza e naturalezza, spiritualità, arte, cultura e storia. Passeggiando nei vari ambienti, ci lasceremo meravigliare dai superbi affreschi del Pontormo e di Bernardino Poccetti, dalle tavole del seicentesco Orazio Fidani, dalla funzionale semplicità delle celle dei monaci, dall’ariosità del chiostro grande e da quel silenzio meditativo e contemplativo che ancora oggi accompagna ogni visitatore.


Itinerario

Il complesso monastico della Certosa del Galluzzo, situata alla sommità del Monte Acuto, fu voluto da Niccolò Acciaioli, personaggio di spicco dell’ambiente politico ed economico trecentesco dell’Italia intera. Appartenente a una delle famiglie di banchieri più ricche di Firenze, l’Acciaioli raggiunse l’apice del potere nel Regno di Napoli, presso la corte angioina, dove divenne Gran Siniscalco del Regno e Viceré di Puglia, controllando gli affari e la politica di quello Stato per lungo tempo.

Il complesso monastico della Certosa del Galluzzo, situata alla sommità del Monte Acuto, fu voluto da Niccolò Acciaioli, personaggio di spicco dell’ambiente politico ed economico trecentesco. Appartenente ad una delle famiglie di banchieri più ricche di Firenze, l’Acciaioli raggiunse l’apice del potere nel Regno di Napoli, presso la corte angioina, dove divenne Gran Siniscalco del Regno e Viceré di Puglia, controllando gli affari e la politica dello stato per lungo tempo. In procinto di partire per una spedizione, stilò il suo primo testamento, esprimendo in esso la volontà di fondare una Certosa, dedicata a San Lorenzo Martire, nella sua terra d’origine, Firenze.

Ed ebbero così inizio i lavori al grandioso monastero ancor oggi esistente e che, come molti altri edifici di culto, subì nel corso dei secoli, diverse trasformazioni. Vi lavorarono, tra gli altri, l’Orcagna, Giovanni della Robbia, Francesco di Giuliano da Sangallo e il Pontormo che nella Certosa si rifugiò dalla peste del 1523, lasciandovi un ciclo di affreschi tra i più straordinari. Ed è proprio da questi che la visita prenderà avvio.

Il ciclo dedicato alle Storie della Passione che il Carucci eseguì a ringraziamento dei monaci certosini che lo stavano ospitando, adornava un tempo il Chiostro Grande. Oggi è invece conservato nell’antico palazzo Acciaiuoli, iniziato nel 1356 e mai completato nel suo progetto originario. Il palazzo costituì la grande novità della Certosa del Galluzzo rispetto alle altre Certose già esistenti nel territorio italiano, perchè fu espressamente voluto da Niccolò Acciaiuoli quale luogo laico e di studio, in linea con la cultura umanistica fiorentina del tempo. Adibito oggi a Pinacoteca, esso espone non solo le lunette del Carucci, ma anche tutte quelle opere che un tempo erano variamente distribuite negli ambienti certosini, tra cui le tavole del seicentesco Orazio Fidani.

Si procederà verso la chiesa dedicata a San Lorenzo, di fondazione trecentesca ma profondamente trasformata nel XVI secolo, come già racconta la facciata in pietra serena realizzata dall’architetto e scultore Giovanni Fancelli. All’interno, colpiranno gli stalli in noce intagliati risalenti alla seconda metà del Cinquecento, il pavimento in marmi policromi della medesima epoca o i superbi affreschi di Bernardino Poccetti nella zona presbiteriale.

Passando attraverso il corridoio del Colloquio, ambiente dove i monaci potevano riunirsi una volta alla settimana, interrompendo così l’obbligo del silenzio, si andrà alla scoperta di molti altri ambienti: dal Chiostrino dei Monaci al Refettorio, dalla Sala del Capitolo, dove è conservato il Sepolcro di Leonardo Buonafè, realizzato da Francesco da Sangallo, al Chiostro Grande con i suoi sessantasei medaglioni in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia. Da qui si avrà l’occasione di visitare le celle che un tempo ospitavano i monaci e di comprendere appieno la vita quotidiana dei certosini, fatta essenzialmente di meditazione, di preghiera e di silenzio.

Luogo d’incontro: Via della Certosa 1, località Galluzzo, Firenze
Target: Adulti
Costo: € 10,00 escluso il contributo d’ingresso (€ 5,00)


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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