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Cappella Brancacci

Due luoghi in Oltrarno a raccontare la storia di Firenze e della sua evoluzione artistica tra il Medioevo e il Rinascimento

Dalle Storie di San Pietro di Masaccio al Carmine all’Ultima Cena dell’Orcagna in Santo Spirito: un viaggio lungo un secolo


Domenica 14 gennaio _ dalle ore 15,00 alle ore 17,00 TUTTO ESAURITO
Domenica 15 arile _ dalle ore 15,00 alle ore 17,00

Due luoghi nel cuore dell’Oltrarno a raccontare la storia della città di Firenze tra il Medioevo e il Rinascimento. Nella splendida cornice della cappella Brancacci, all’interno della chiesa del Carmine, andremo alla scoperta di uno dei più importanti protagonisti del primo Quattrocento fiorentino, Masaccio; nel refettorio del convento di Santo Spirito, oggi Fondazione Salvatore Romano, ammireremo ciò che rimane di una grandiosa Ultima Cena di Andrea Orcagna e una raccolta di opere d’arte d’eccezione.

Chiunque si appresti a scoprire Firenze, col desiderio di conoscerne i suoi innumerevoli capolavori, non potrà fare a meno di visitare uno dei luoghi dell’eccellenza cittadina, la Cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine, in Oltrarno.

Gioiello indiscusso del Rinascimento fiorentino ed esempio principe del nuovo modo di fare pittura, la cappella venne affrescata in più riprese nel Quattrocento.

Fatta costruire alla fine del XIV secolo da Pietro Brancacci, esponente di una delle famiglie più potenti di allora, i lavori per la sua decorazione ebbero però inizio soltanto nel 1423 quando un discendente di Pietro, Felice, per ricordare il suo avo, dette incarico a Masaccio e Masolino da Panicale di affrescare il luogo con le Storie di San Pietro.

I due artisti collaborarono fino al 1425, anno in cui Masolino partì per l’Ungheria; i lavori proseguirono con il solo Masaccio, ma per poco tempo: qualche anno dopo la partenza del collega, il pittore venne chiamato a Roma, dove morì nell’estate del 1428 nel suo ventisettesimo anno di vita. E così la Cappella Brancacci rimase incompiuta. Si dovette aspettare circa cinquant’anni e l’arrivo di  Filippino Lippi per vedere completato il ciclo.

Una storia complessa e travagliata, quella della cappella, e non solo nel XV secolo ma anche in tempi successivi se si pensa che nel Seicento scampò a un ammodernamento in senso barocco desiderato dal suo nuovo patrono, il marchese Feroni e che nel secolo successivo venne danneggiata, fortunatamente non negli affreschi, da un grosso incendio che distrusse la basilica.

La visita avrà inizio proprio dalla cappella e la prima cosa che stupirà, entrandoci, è l’armonia delle figure e della gamma cromatica che rende quasi irriconoscibile la distinzione delle diverse mani. Per volontà di Felice Brancacci, i due artisti infatti lavorarono sulle stesse pareti, usufruendo di un solo ponteggio, proprio per evitare una qualsiasi frattura stilistica. Persino il Lippi, molto tempo più tardi, cercò di uniformarsi al linguaggio già utilizzato dai suoi predecessori come appare evidente nella scena raffigurante La resurrezione del figlio di Teofilo e San Pietro in cattedra.

Dopo aver ammirato la modernità del nuovo linguaggio masaccesco, si proseguirà alla volta di uno dei più grandi monumenti religiosi e artistici di Firenze, il Refettorio della chiesa agostiniana di Santo Spirito, oggi sede della collezione d’arte di Salvatore Romano acquisita dal Comune nel 1868. Nel vasto ambiente, dominato da un grandioso affresco di Andrea Orcagna raffigurante la Crocifissione e l’Ultima Cena, è collocata una piccola ma straordinaria raccolta che va dal Romanico fino al Quattrocento. Ed è proprio passeggiando tra questo nucleo di sculture romaniche, rara presenza a Firenze dell’arte di questo periodo, che si potranno ammirare la Cariatide e l’Angelo adorante di Tino di Camaino, la Madonna con Bambino di Jacopo della Quercia o i due bassorilievi di Donatello provenienti dalla Basilica del Santo a Padova.

Luogo d’incontro: Piazza del Carmine
Target: Adulti
Costo: € 10,00 escluso il biglietto d’ingresso congiunto ai luoghi di visita


Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date e orari delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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