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Basilica di Santa Maria Novella
Basilica di Santa Maria Novella

L’antica Basilica di Santa Maria Novella

Grandi capolavori del Rinascimento a confronto


In evidenza

Una visita alla scoperta di uno tra i centri di fede più importanti della città, che accoglie al suo interno grandi capolavori. Muovendoci tra le ampie navate della chiesa e attraversando i suoi chiostri, scopriremo le splendide cappelle affrescate da maestri della pittura tardogotica e rinascimentale che ci permetteranno di raccontare la nascita di un nuovo linguaggio artistico.

  • La storia di uno dei più importanti centri religiosi cittadini, sede di un importantissimo studium domenicano
  • Armonia e perfezione della facciata di Leon Battista Alberti 
  • La Trinità di Masaccio, opera fondamentale del Rinascimento
  • Le cappelle affrescate di Domenico Ghirlandaio e di Filippino Lippo
  • Il ciclo di storie dipinte da Paolo Uccello per il Chiostro Verde

Maggiori informazioni

La basilica di Santa Maria Novella, luogo tra i più suggestivi della città di Firenze, sorge nell’omonima piazza e vi si affaccia con la sua bella facciata realizzata da Leon Battista Alberti nel 1470.

Pur essendo l’esempio rinascimentale fiorentino per eccellenza, il complesso di Santa Maria Novella nacque, nelle sue forme attuali, tra la fine del XIII secolo e la metà del successivo, nel luogo dove anticamente sorgeva una piccola chiesa mariana circondata dai terreni coltivati, posta fuori le mura della città. 

Il forte richiamo esercitato sui fedeli dalla comunità domenicana aveva indotto i frati a progettare l’edificazione di una chiesa più grande che vide il suo completamento, con l’elegante prospetto in marmi bianchi e verdi, soltanto nella seconda metà del Quattrocento, per interessamento e finanziamento di Giovanni Rucellai, il cui nome appare scritto a caratteri cubitali sul frontone superiore della basilica. 

Attraverso il Chiostro degli Avelli, si entrerà all’interno della chiesa, scrigno di grandi capolavori dei maestri più celebri al mondo. E il nostro viaggio avrà inizio da uno di questi grandi artisti, Giotto di Bondone che nella basilica lasciò una delle sue opere più poetiche. Il suo bel Crocifisso è oggi visibile al centro della navata, in alto, sopra agli scalini che separano la chiesa inferiore da quella superiore. Un Cristo sofferente sulla croce, non più in gloria, che saprà commuovere per la sua umanità e verità. 

La stessa umanità andremo a ritrovarla nella Trinità di Masaccio, una delle opere più celebri dell’artista e del luogo, perfetto esempio di prospettiva rinascimentale, scuola del mondo tanto nel Quattrocento, quanto nei tempi odierni. Si rimarrà affascinati dall’equilibrio dei colori, dalla forza delle figure e dalle classiche architetture; si rimarrà stupiti dalla presenza dei committenti, marito e moglie e dello scheletro giacente alla base dell’affresco dove corre una scritta curiosa. 

Al linguaggio sintetico della Trinità, faranno da contraltare le cappelle gentilizie, piena espressione del Rinascimento maturo e della sua ricchezza e varietà linguistica. Potremmo così ammirare il genio estroso di Filippino Lippi, chiamato ad affrescare le storie di San Giovanni Evangelista nella cappella Strozzi, alla destra dell’altare maggiore. Apprezzare il gusto per la narrazione e il dettaglio prezioso di  Domenico Ghirlandaio e della sua bottega, nella quale fu apprendista anche il giovane Michelangelo, evidente nella cappella maggiore dietro l’altare, che la famiglia Tornabuoni volle decorata con le storie della Vergine Maria e di San Giovanni Battista. 

Saremo sorpresi dalla sobria eleganza della cappella Gondi, che ospita il Crocifisso che Filippo Brunelleschi realizzò in risposta a quello scolpito dall’amico Donatello per la chiesa di Santa Croce e che l’architetto aveva definito un “contadino in croce”. E infine, la cappella Strozzi di Mantova che, con i suoi affreschi danteschi” e la straordinaria rappresentazione dell’Inferno e del Paradiso, ci riporterà indietro nel tempo, nella seconda metà del Trecento, agli esiti alti della pittura giottesca

E di secolo in secolo, attraverso il Chiostro Verde, entreremo nel Cappellone degli Spagnoli, l’antica sala capitolare di Santa Maria Novella che assunse il nome odierno nel XVI secolo quando venne usata dalla corte di spagnoli al seguito di Eleonora di Toledo, andata in sposa a Cosimo I dei Medici. Qui ammireremo uno tra i più noti ciclo di affreschi della basilica, dedicato all’esaltazione dei domenicani ed eseguito dalle abili mani di Andrea di Bonaiuto intorno al 1365. 

Degna conclusione della visita non potrà che essere il Refettorio con la sua Ultima cena di Alessandro Allori e le lunette con le Storie della Genesi di Paolo Uccello qui musealizzate.


Date disponibili 

  • Domenica 8 marzo 2020, ore 15.00

Dettagli

  • Luogo di incontro: piazza Santa Maria Novella  (davanti al portone centrale della chiesa) – Firenze
  • Durata della visita: 2 ore circa
  • Target: Adulti
  • Costo della visita guidata: € 12,00 con ingresso gratuito per residenti e non residenti

Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti disponibili.
Tutte le visite saranno condotte da storici dell’arte e architetti abilitati all’esercizio della professione di guida turistica.
Le visite saranno attivate solo ove si raggiunga un numero minimo di 10 partecipanti.
Date, orari e costi di ingresso delle visite, strettamente riservate ai nostri soci, potranno subire variazioni in ragione di eventi straordinari non dipendenti dall’associazione (modulo di iscrizione all’associazione).

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