Bronzino, Alessandro de' Medici (part.)

Tante sono le storie di passione e di violenza che hanno insanguinato nei secoli passati la città di Firenze. Quella che oggi raccontiamo ha tra i suoi protagonisti Alessandro, una delle figure più controverse di casa Medici, passato alla storia per la sua fama di uomo violento, arrogante, lussurioso ed amante di feste sfrenate.
Figlio naturale di Lorenzo duca d’Urbino, o più probabilmente di Giulio, che sarebbe salito al soglio papale con il nome di Clemente VII, Alessandro nacque nel 1510 da una relazione con una schiava nera e divenne duca di Firenze nel 1531. L’umanista Benedetto Varchi (1503-1565) scrisse nella sua Storia Fiorentina che durante il suo ducato era divenuta ormai un’abitudine “mettere tavola alle gentildonne per compiacere al duca Alessandro, il quale si ritrovava volentieri dove erano brigate di donne, per avere comodità di adempiere con loro in qualche modo le voglie sue”. Tra le numerose vicende di seduzione che lo videro coinvolto, ve n’è una che non solo è riportata dai cronisti e storiografi del passato ma è entrata anche nel mito grazie a un romanzo storico e a un dramma teatrale. La protagonista è Luisa Strozzi, figlia di Clarice Medici e di Filippo Strozzi, e donna che, come tutte le eroine tragiche, viene sempre descritta come bellissima, di modi gentili e grande virtù. Le ricchezze e la posizione sociale di Luisa, che aveva sposato un membro della famiglia Capponi, le garantivano la partecipazione alle più importanti  feste pubbliche e private cittadine. Alessandro, dunque, aveva avuto sicuramente molteplici occasioni per incontrarla e per rimanere abbagliato dalla sua bellezza, ricevendo però sempre dei fermi rifiuti alle sue profferte amorose. Deciso comunque a far entrare Luisa tra il novero delle sue amanti, il duca approfittò della complicità di Guglielmo Martelli per organizzare una veglione in maschera; festa alla quale Luisa sicuramente avrebbe partecipato, essendo imparentata con la moglie del Martelli. Il duca si presentò quella sera travestito da monaca, accompagnato da Giuliano Salviati, uomo che le cronache del tempo definiscono “di cattiva vita e di biasimevole stato”. Entrambi tentarono in ogni modo di sedurre Luisa ma mentre il duca Alessandro a un certo punto desistette, rivolgendo le proprie attenzioni ad una delle sue amanti, Giuliano continuò a importunarla per tutta la notte. Non soddisfatto del comportamento oltraggioso che aveva tenuto nel corso della serata, Giuliano continuò ad infastidire la bella Luisa e nelle settimane successive arrivò addirittura ad infangare il suo onore e il suo buon nome vantandosi di averla sedotta. Un atteggiamento di tal genere non potè che generare delle terribili conseguenze e, alla fine, un destino infausto si abbattè sui protagonisti di questa storia.

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